Piccola parte di un museo ancora in cerca di una casa
Reggio Emilia. A fare gli onori di casa in occasione dell’inaugurazione alla mostra Giannetto Cimurri: il masseur e le bici dei suoi campioni”, i figli e i nipoti del massaggiatore soprannominato “la Mano Santa”.
«Giannetto, sempre orgoglioso di portare la propria reggianità oltreconfine, sarebbe incredibilmente fiero di vedersi onorato negli storici luoghi messi a disposizione dal Credem. Desideriamo ringraziare di cuore il Credem e la direzione generale per l'opportunità di vedere ancora una volta sorridere il grande masseur» ha dichiarato la famiglia Cimurri.
Ringraziamenti sentiti e che al contempo non possono che tramandare l’eco della drammatica condizione in cui vertono le oltre cento biciclette e i tanti cimeli raccolti nell’arco della vita da Giannetto Cimurri: chiusi in soffitta, in un garage, o meglio ai magazzini comunali, da quando nel 2000 il museo casa della Collezione Cimurri è stato chiuso e mai più riaperto.
Augurandoci che questa nuova iniziativa porti interesse alla causa, l’attenzione sin da ieri è ricaduta sul valore dell’esposizione: «Allestire la mostra è stata l’opportunità per noi famigliari di riscoprire Giannetto – commenta con il sorriso il figlio Giorgio Cimurri – e mostrare alle persone la vita straordinaria che ha vissuto».
«Ognuno di noi ha un ricordo con papà. Il mio è quello immortalato nella foto con Fausto Coppi, quando a soli tre anni mi ha voluto con lui nel ritiro ad Alassio». Immagine ingrandita, prelevata dalle foto dell’Archivio della Biblioteca Panizzi e presente tra le bici di Coppi e Bartali.
«Nonno – conclude la nipote Veronica – era un accumulatore seriale di ricordi. Oggi è la nostra fortuna, perché ci permette di ricostruire oltre che la sua vita, momenti salienti di pagine sportive». —
R.P.
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