Alla scoperta della lunga vita di Nestore Allegri
Oggi al Catomes Tôt la grande festa insieme a amici e parenti in vista del 102esimo compleanno del fratello di Paride
Non è famoso come il fratello Paride, il partigiano Sirio pionere dell'ambientalismo, ma anche Nestore Allegri si è guadagnato una notorietà, sancita dalla pubblicazione delle sue memorie raccolte nell'autobiografia “E stag bèin” (sto bene).
I familiari e gli amici lo festeggeranno oggi alle 16 al centro sociale Catòmes Tott, anticipando di oltre un mese il compimento dei suoi 102 anni. Gianpietro Bevivino, curatore dell'autobiografia promossa dall'associazione Emmaus, ne leggerà le pagine più significative e intervisterà il protagonista che, nonostante la sordità senile, riesce a interloquire con vivacità, scavando con la memoria ancora lucida nel passato della sua numerosa famiglia. Gli saranno accanto la figlia unica Giuliana e i fratelli Romano e Gianfranco.
Nestore è nato il 28 febbraio 1918 a Collagna, dove il padre lavorava come guardiafili della rete dell'energia elettrica. E' il quarto di otto fratelli, di cui ne sopravvivono tre. Trascorse sotto le armi gli anni della guerra. Era radiotelegrafista e quindi dopo il conflitto fu assunto come impiegato delle Poste. La sua è stata una vita di lavoro e di affetti familiari, con accanto la moglie Nadi Iemmi, morta qualche anno fa. Nestore ha in comune con i fratelli l'amore per la campagna e per la natura. Abitava in città, dove ora risiede al numero 11 di via Fanti, ma dopo il pensionamento trascorreva molti mesi a coltivare un pezzo di terra a Montalto di Vezzano, nella casa vicina a quelle dei fratelli Paride, Gianfranco e Leandro.
Paride, che è morto nel 2012 e compirebbe 100 anni il prossimo 23 novembre, aveva coniugato gli ideali della giovinezza partigiana con quelli del movimento ecologista. Fra il 1985 e il 1986 fu il primo consigliere verde di Reggio. Poi fondò il movimento Resistenza verde e praticò l'agricoltura biodinamica, senza macchine e fertilizzanti, nel piccolo podere di Ca' Morosini, poco lontano da Montalto. Il suo pacifismo sfociò nel “Centro per la riconciliazione dei popoli”, da lui creato nel 1999 per difendere il creato e propugnare il disarmo universale.
Dal 1958 al 1978 aveva diretto il Servizio del verde pubblico che faceva capo alla Serra comunale di Reggio Emilia. In quegli anni non s'era risparmiato nel piantare alberi ovunque si trovasse terra disponibile. —
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