«Aumento Irpef, sacrifici chiesti alle stesse categorie»
L’opposizione attacca la decisione della maggioranza sulla fiscalità L’accusa: «Per i redditi fino a 15mila euro la tassazione cresce del 44%»
CARPINETI. «Aumento delle tasse a Carpineti: non c’entrano i tagli ai Comuni e nemmeno il servizio estivo della scuola». Lo afferma l’opposizione.
Si continua a discutere di fiscalità nel paese appenninico, dopo l’approvazione a maggioranza del bilancio previsionale per il 2020. Il documento di programmazione economica contiene un aumento dell’Irpef per i cittadini. «Un aumento che è maggiore è per i redditi fra i 10.000 e i 15.000 euro, dove la tassazione cresce del 44%. La crescita è del 7% fra i 15.000 e i 28.000 e del 4% fra i 28.000 e i 55.000. Più cresce il reddito, più basso è l’aumento», aveva denunciato il gruppo di opposizione “Futuro Comune”. Il sindaco Tiziano Borghi aveva ribattuto spiegando come la crescita dell’imposta fosse dovuta «ai tagli decisi dal governo sui trasferimenti di risorse pubbliche ai Comuni». Spiegazione che la minoranza non accetta. «La decisione di aumentare l’addizionale Irpef non ha nulla a che fare con i tagli imposti ai Comuni. Il sindaco ha scoperto che era stato effettuato un taglio da un messaggio ricevuto durante il consiglio comunale. Basta ascoltare l’audio della seduta del consiglio, disponibile sul sito del Comune», è la replica.
Il primo cittadino aveva poi sottolineato come l’aumento fosse comunque contenuto: «La fascia di reddito additata come la più tartassata verrà chiamata a contribuire per una cifra media annua di circa 5 euro». Anche su questo punto la visione è diversa: «La questione non è l’ammontare dell’aumento, ma che si continuano a chiedere sacrifici, piccoli, medi, grandi, alle stesse categorie di persone. Anche volendo aumentare, cosa su cui siamo totalmente contrari, perché non modulare l’aumento in maniera diversa? Si tratta del 28% di aumento complessivo, per un totale di 87.000 euro».
L’amministrazione ha poi annunciato che le maggiori imposte verranno destinate a un nuovo servizio, l’apertura estiva della scuola materna, richiesta da diverse famiglie. Per “Futuro Comune”, però, il costo per l’attività è decisamente inferiore agli 87.000 mila complessivi di aumento Irpef. «Lo scorso anno il servizio estivo del nido è costato poco meno di 9.000 euro, cui va sottratto il pagamento del servizio da parte delle famiglie. Risulta evidente che, aggiungendo lo stesso servizio anche per la materna – ammesso che il sindaco non la confonda con il micronido di cui invece parla il vicesindaco in consiglio comunale – non è possibile nemmeno lontanamente avvicinare la cifra di 87.000 euro». —
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