Gazzetta di Reggio

Reggio

Costa: «Ex Kis, la retromarcia è frutto del lavoro del sindaco»

Mauro Pinotti
Da sinistra il sindaco Luigi Bellaria e il segretario provinciale del Pd Andrea Costa
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Da sinistra il sindaco Luigi Bellaria e il segretario provinciale del Pd Andrea Costa

Cadelbosco sopra: il segretario del Pd chiarisce dopo le dichiarazioni in teatro sullo stop alla fabbrica. Bellaria all’opposizione: «Strumentalizzate». Zanni: «Ci rivolgiamo al prefetto»

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CADELBOSCO SOPRA. «Voglio essere molto chiaro, tanto come lo sono stato l’altra sera in teatro: quello che ho potuto dire rispetto alla pratica è frutto del lavoro fatto dal sindaco Luigi Bellaria in queste settimane». . È perentorio il segretario del Pd, Andrea Costa, di fronte al tentativo di speculazione politica che le opposizioni cadelboschesi vogliono fare sulla vicenda ex Kis. «È Luigi che, dando seguito all’impegno preso con i cittadini e cioè quello di farsi carico delle preoccupazioni esplicitate con le oltre duemila firme – continua – ha lavorato insieme a un legale per trovare il modo di retrocedere rispetto alla pratica in corso. E nel farlo si deve muovere con estrema intelligenza per evitare che di fronte ad eventuali contenziosi con la ditta il Comune venga battuto: perché se così fosse, significherebbe che l’impianto arriva» Costa, dunque, parla di un lavoro in sinergia. «Su questioni così delicate – evidenzia – che hanno ingenerato una così forte spaccatura nella comunità, sarebbe bello che si evitasse la battaglia politica: i cittadini hanno bisogno di esempi positivi, di dialogo e confronto, altrimenti sono giustificati ad allontanarsi dalla politica».

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Dal canto suo, il sindaco Luigi Bellaria aggiunge: «Ho preso in carico una procedura estremamente complessa tanto da aver avuto necessità di avvalermi di una consulenza legale per poter approfondire ogni aspetto legato al percorso in essere. Per me parlano i fatti, più che le chiacchiere, perché un sindaco agisce attraverso atti che tutelano l’interesse generale: i fatti sono che nonostante siano scaduti i termini di legge non sia stato rilasciato alcun permesso di costruire perché abbiamo utilizzato ogni strumento tecnico possibile per sospendere la pratica e dare il tempo al legale di fare la sua istruttoria». Il primo cittadino di Cadelbosco, poi, replica al capogruppo di minoranza Marino Zani: «Le dichiarazioni di Zani vanno a strumentalizzare la questione dal punto di vista politico, in questo mancando di rispetto verso l’impegno del comitato e della buona fede di tutti i cittadini che si sono interessati alla vicenda dal punto di vista ambientale e della salute, e a cui non interessa la battaglia politica. E proprio per garantire la corretta informazione della cittadinanza, e garantire le prerogative delle opposizioni è mia intenzione convocare il consiglio comunale aperto sulla questione non appena tutti gli atti saranno stati acquisiti e perfezionati».

LA REPLICA

La replica dell’opposizione non si fa attendere. «Ma, a che gioco stiamo giocando?» domanda il capogruppo di “Cadelbosco per tutti” che si è visto recapitare via mail venerdì 17, alle 15, una Pec da Luisa Carbognani, capogruppo di “Centrosinistra per Cadelbosco” per il giorno successivo alle 10 e relativa convocazione del consiglio comunale straordinario, in forma aperta, per venerdì 24, chiesto proprio dalla minoranza. «Documento – spiega Zani – inviato sabato 4 gennaio nei termini previsti dal regolamento, salvo però sapere dal sindaco Bellaria, nella stessa giornata di sabato 18, appunto, che tale consiglio non sarebbe stato convocato». «Il sindaco, in modo scarno e incomprensibile, ci ha comunicato che non verrà convocato il consiglio straordinario senza addurre alcuna motivazione. Tuttavia su Facebook viene pubblicato un comunicato ufficiale in cui si viene a conoscenza della richiesta di rinvio a data da destinarsi del consiglio in quanto il sindaco Bellaria non è ancora in possesso di documenti da lui ritenuti importanti per la discussione. Registrando la mancanza totale di rispetto da parte del sindaco, del nostro ruolo rappresentativo – attacca – stiamo valutando l’opportunità di presentare un esposto al prefetto per la mancata convocazione del consiglio richiesto. Sorvoliamo sul fatto che convocare con meno di 24 ore di anticipo un incontro dei capigruppo considerando che ognuno ha impegni lavorativi o personali è una grave mancanza di rispetto, questo è solo l’ultimo, speriamo, atto penoso di una malagestione irrispettosa delle istituzioni». «Togliere alla minoranza eletta democraticamente dai cittadini il proprio ruolo politico è un grave strappo istituzionale. La scelta di dare informazioni attraverso un improbabile “comunicato ufficiale del sindaco” su Facebook invece che ad un capogruppo istituzionale ci pare un atto grave – conclude – Questo dopo non averci convocato ad una riunione su questo stesso tema motivandolo con il fatto che a questo incontro saremmo stati rappresentati dal sindaco. La nostra posizione in merito è opposta a quella del sindaco e non può perciò essere rappresentata da lui. In una democrazia rappresentativa la minoranza ha un ruolo fondamentale di rappresentanza. Negarlo è mancanza di senso democratico». —

M.P.

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