Dopo la nuova viabilità alle Corti è caos cassonetti
I residenti contro l’area di raccolta in via Manzoni, decentrata rispetto al quartiere «Non viene usata. Mentre nelle vie Mussini e Carletti vi sono rifiuti abbandonati»
CORREGGIO. Abitanti del quartiere “Le Corti” di nuovo sul piede di guerra. Dapprima le proteste dei mesi scorsi per le modifiche della viabilità introdotte in via sperimentale dall’amministrazione comunale in tutto il quartiere residenziale. Adesso arriva anche la denuncia per la ricollocazione giudicata inadeguata delle aree per la raccolta dei rifiuti riciclabili, necessariamente riorganizzate alla luce della nuova percorribilità del quartiere compreso tra via Carletti, via Circondaria e viale Repubblica, nel quadrante ad Ovest rispetto al centro storico. Ai problemi di viabilità già denunciati in passato, si sono aggiunti quelli derivanti da una diversa disposizione delle piazzole che ospitano i cassonetti per la raccolta differenziata. Modifiche conseguenti alla riforma della viabilità, con un sistema di sensi unici che ha tolto spazio ai cassonetti.
LA DENUNCIA
Spiega Gianpaolo Manicardi, uno dei promotori della raccolta firme che chiede il ripristino della viabilità originaria: «Come risultato, i cassonetti che prima erano dislocati in mezzo al quartiere, in via Ariosto, sono stati tutti spostati in via Manzoni, più decentrata, col risultato di avere una mega piazzola, ma scomoda per la maggioranza degli abitanti, quindi poco utilizzata. Infatti i cassonetti sono spesso semivuoti. Vengono invece usati davvero tanto i cassonetti collocati dall’altra parte del quartiere, in via Mussini, dalla parte di via Carletti, dove però ce ne sono pochi per far fronte alle esigenze degli abitanti. Quindi, spesso, ci sono rifiuti abbandonati fuori dai cassonetti, ormai pieni zeppi, con sporco dappertutto, problemi per l’igiene pubblica e il decoro urbano. Senza dimenticare gli odori nauseabondi che si sentono già adesso, chissà quando arriverà il caldo». «In sostanza – prosegue Manicardi – delle tre aree di raccolta rifiuti che c’erano prima ne sono rimaste due, ai due estremi del quartiere, di cui una capiente ma scomoda, e l’altra utilizzata ma del tutto inadeguata. Oltretutto, qualcuno ha pensato bene di vandalizzare uno dei pochi cassonetti a disposizione, dandogli fuoco. In mezzo al quartiere, come detto prima, il nulla».
«Sono settimane – conclude – che cerchiamo di contattare Fabio Testi, assessore alla mobilità del Comune di Correggio, per denunciare anche questo problema dei rifiuti, oltre a quello delle modifiche peggiorative della viabilità, senza ottenere risposte o appuntamenti. Vorremmo anche fargli pervenire le firme della petizione popolare che stiamo ancora portando avanti. In un quartiere densamente abitato con tanti palazzine dove vivono circa 500 persone, abbiamo raccolto le firme di oltre 100 nuclei familiari. Almeno la metà del quartiere, quindi, non è d’accordo con queste modifiche. Non vogliamo fare la guerra al Comune, ma soltanto comunicare il disagio di centinaia di correggesi e chiedere un incontro tra amministratori e cittadini per fine gennaio».
I promotori della raccolta di firme chiedono «il motivo di queste modifiche, e quali problemi andrebbero a risolvere nello specifico». «Oltretutto, molta gente continua a fare in contromano tratti in senso unico, con grave pericolo per tutti» denunciano.
VIA PASCOLi
Sotto accusa sarebbe finita via Pascoli, una strada chiusa del quartiere che finisce su una pista pedonale che porta al vicino polo scolastico. Viene da sempre usata da molti genitori la mattina per scaricare dalle auto i propri figli che vanno a scuola, evitando strade e incroci intasati dal troppo traffico. Poi però devono attraversare il quartiere residenziale.
«Anche dopo le modifiche, il quartiere si può attraversare esattamente come prima, facendo strade diverse – sostiene Manicardi che aggiunge – Oltretutto, questo problema è limitato ad un quarto d’ora la mattina, poi per il resto del giorno si tratta di un quartiere tranquillo con poco traffico, quindi adesso risulta molto scomodo per chi ci abita, incluso molti anziani». —
Alessandro Cagossi
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