Due piazze per Bibbiano La Lega e le Sardine distanti solo 230 metri
Il Carroccio davanti al municipio, il movimento di Santori in piazza Libero Grassi La lunga giornata di mediazione della Questura per tenere gli eventi separati
REGGIO EMILIA. È durato un’ora l’incontro in Questura a Reggio e ha sortito l’effetto sperato dalle autorità locali e dai responsabili di sicurezza e ordine pubblico: l’evento di fine campagna elettorale per le Regionali della Lega e la contromanifestazione delle Sardine saranno concomitanti, giovedì 23 gennaio a Bibbiano, in due piazze diverse. I leghisti in piazza della Repubblica. Le Sardine in piazza Libero Grassi, sempre a Bibbiano e sempre alle 18. I due spazi distano 230 metri l’uno dall’altra. Tempo di percorrenza 3 minuti.
SANTORI A REGGIO
La soluzione è stata raggiunta anche grazie alla venuta a Reggio da Bologna del portavoce delle Sardine, Mattia Santori. Ha incontrato i responsabili della Digos e quindi il questore Antonio Sbordone. Il rappresentante del movimento avrebbe subito prestato collaborazione e disponibilità, comprendendo le preoccupazioni delle istituzioni. Ha raggiunto gli uffici della Questura da una porta secondaria ed è poi uscito in via Dante dove ad attenderlo c’erano numerosi giornalisti.
LE ALTRE IPOTESI
Nelle ore precedenti erano circolate voci su un’eventuale posticipazione della manifestazione delle Sardine a venerdì 24 o su uno spostamento in una frazione di Bibbiano. Le prime a mobilitarsi per aggiudicarsi la piazza di Bibbiano sono state le Sardine. Attraverso i loro delegati reggiani avevano chiesto e ottenuto il permesso di occupazione di suolo pubblico dall’ufficio tecnico del Comune. Quest’ultimo ha subito informato la Questura e la Prefettura dell’intenzione da parte del movimento di manifestare giovedì in piazza a Bibbiano. La Lega, dal canto suo, è arrivata seconda, ma osservando la prassi prevista per i partiti che partecipano a una campagna elettorale. Il Carroccio ha presentato alla Questura di Reggio non una richiesta di una autorizzazione, ma tre richieste, avendo in mente una triade di comizi nella stessa giornata di giovedì, ciascuno per ogni lista che sostiene la candidata Lucia Borgonzoni. Con quella sorta di festival non stop la Lega aveva pianificato (non sappiamo se lo immagina ancora) di tenere occupata la piazza bibbianese per tutta la giornata, appunto senza intervalli. Facile intuirne l’obiettivo: non permettere alle Sardine e a qualsiasi altro concorrente di fare ingresso a Bibbiano prima, durante e dopo l’ “occupazione salviniana”. Tanta strategia conferma come il paese reggiano sia stato caricato di significati di portata regionale e nazionale.
L’INTERLOCUZIONE
La contemporaneità della manifestazione della Lega e delle Sardine in una giornata tanto a ridosso dell’appuntamento elettorale e in un paese così piccolo è risultata immediatamente evidente ai responsabili della sicurezza e dell’ordine pubblico. Da qui l’attivazione di Questura e Prefettura e dunque l’avvio dell’interlocuzione con le due parti. Fino a poche ore fa nessuno – Lega e Sardine – appariva disposto a recedere, arretrare, cambiare piazza, orario o data. I toni di entrambe le parti sono stati improntati all’irremovibilità. Cedere lo spazio, infatti, poteva apparire una resa.
LE POSIZIONI
Le Sardine hanno ribadito di essere arrivate per prime, di avere in mano il permesso. Nella conferenza stampa dell’altro ieri a Bologna il portavoce Mattia Santori ha dato del “pollo” a Salvini perché, nonostante da tempo la Lega strombazzasse la sua chiusura di campagna elettorale a Bibbiano non aveva inoltrato richiesta per l’utilizzo della piazza. E la Lega, per voce del segretario emiliano, Gianluca Vinci, aveva replicato con una provocazione: «Vadano a Cavriago, manifestino in piazza Lenin».
LA DIPLOMAZIA
Da quel che s’è potuto apprendere il fine settimana è stato dedicato a un lavorìo diplomatico che s’è comunque basato su norme e regolamenti. Sul loro rispetto. Sta di fatto che in epoca di campagna elettorale i partiti partecipanti hanno diritto di precedenza nell’utilizzo delle piazze, e debbono inoltrare domanda alla Questura. Cosa che la Lega ha fatto, anche se successivamente alla mossa delle Sardine che, invece, si sono rivolte al Comune di Bibbiano (per occupazione di suolo pubblico, non per una manifestazione politica elettorale).
LE REAZIONI
Anche durante tutta la giornata di mediazione non sono mancate reazioni e commenti su Bibbiano e sulla sua piazza contesa. Salvini, impegnato in un comizio a Maranello, non ha mai mostrato l’intenzione di farsi da parte: «Giovedì prossimo alle 18, l’avevo promesso a quelle mamme e quei papà: andare, tornare, portare speranza, dignità nella piazza di Bibbiano perché Bibbiano è una vergogna che grida vendetta al mondo», le sue parole dal palco, confermando l’evento. Di Bibbiano ha parlato anche a Casalgrande, nell’appuntamento organizzato da Voce Bikers: «Se le Sardine vogliono venire giovedì a Bibbiano a chiedere chiarezza, sono le benvenute. Quando si parla di affidi e di famiglie che chiedono giustizia, non ci sono mamme della Lega o di sinistra, ci sono le mamme e basta. E su questi temi non devono esserci gare per chi prenota prima la piazza. Mi è dispiaciuto solo che qualcuno dall’altra parte abbia detto che non se ne deve parlare più, per me invece è un dovere morale. Giovedì, durante il nostro comizio, se qualche genitore, nonna o cugina vuole portare la propria testimonianza, gli daremo il microfono».
Su Facebook, prima e dopo la mediazione, sono intervenute anche le Sardine. Dapprima pubblicando un video nel quale si annunciava l’incontro in Questura e chiedendo alla Lega un passo indietro: «Chiediamo il primo gesto di civiltà da parte della Lega in questa campagna elettorale. Lasciamo stare Bibbiano e parliamo di contenuti. Non strumentalizziamo un caso di magistratura che non ha niente a che vedere co il futuro dell’Emilia Romagna». Una volta raggiunto l’accordo con la Questura, il movimento ha quidni indetto un’assemblea al Metropolis: «Dato che per noi la priorità sono i cittadini lunedì sera faremo un’assemblea pubblica a Bibbiano dove capiremo quale è la volontà delle persone – ha scritto Youness Warhou – Se vorranno una manifestazione con settemila persone nella piazza data dalla Questura o se preferiscono non fare nulla. Salvini vorrà strumentalizzare questa piazza, lo impediremo».
Sempre nel corso della giornata il segretario emiliano del Carroccio, Gianluca Vinci, aveva fatto sapere di aver «depositato ufficialmente la richiesta per la piazza di Bibbiano a mezzanotte e dieci secondi di oggi per essere sicuri di arrivare primi rispetto a ogni altro partito riconosciuto». Sulla piazza contesa si era espresso anche Nicola Zingaretti, segretario nazionale del Pd: «Quello che deve fare la Questura in una Repubblica lo decide la Questura e non i partiti politici».
Un concetto che, successivamente, è stato ribadito anche da parte del governatore uscente e ricandidato del centrosinistra, Stefano Bonaccini: «Ci sono le autorità preposte a decidere, alle quali si deve rimettere il giudizio. La Lega però strumentalizza in maniera indegna questa vicenda e sta usando i bambini per una campagna che nulla ha a che fare nel merito del caso affidi che è una questione seria».
Per il segretario provinciale dem, Andrea Costa, candidato reggiano del Pd, «la Lega doveva cambiare data, orario o luogo. Un conto è il regolamento, col quale in punta di diritto avrebbero ragione, un altro è il buonsenso. Non averlo fatto e aver preteso di far valere il protocollo, è segno della prepotenza con la quale agisce la Lega. Fosse capitato a noi, avremmo fatto altro sapendo che la piazza fosse già stata prenotata, non di certo sovrapponendoci. È una questione anche di educazione e sensibilità».
Una gatta da pelare nelle mani della Questura, che alla fine ha raggiunto l’accordo spostando in due punti diversi di Bibbiano le due manifestazioni. —
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