Pietre d'inciampo, chiunque può adottarne una e mantenerla in buono stato
Istoreco dà la possibilità a tutti di prendersene cura: con il passare degli anni risentono dell’usura del tempo e degli agenti atmosferici
REGGIO EMILIA. Con la posa delle undici nuove pietre il numero totale dei monumenti presenti in provincia di Reggio sale a settanta. I primi risalgono al 2015, molti si trovano in luoghi trafficati – o da pedoni o da veicoli – e tutti sono a cielo aperto, sollecitati tutto l’anno da piogge, freddo, calore. Inevitabilmente le pietre si sporcano, si macchiano, diventano opache. Dal 2017, per dare nuova brillantezza ai cubetti di ottone sistemati fra strade e piazze, Istoreco chiede ai reggiani di “adottare” una pietra d’inciampo, di prendersi cura di una o più opere pulendole.
L’appello arriva sempre per il Giorno della Memoria, e viene ripresentato anche in questo 2020. Come fare? Chiunque può decidere di andare a lucidare e spolverare una pietra, può lasciare fiori, pensieri, omaggi, così da aiutare il progetto ad avere visibilità, in senso letterale. Il modo più semplice per procedere è quello di utilizzare un prodotto per pulire l’ottone stile “Sidol”, liquidi che tante persone hanno in casa per le proprie faccende domestiche.
Il percorso di “adozione” promosso da Istoreco richiede anche la condivisione del lavoro fatto. La richiesta, infatti, è di dare nuova luce alla pietra scelta, di fotografarla e di mandarla all’istituto storico o di condividerla sui vari canali social disponibili così che la sistemazione divenga visibile e collettiva a tutti, generando possibilmente un effetto domino. Le pietre sono sparpagliate in tanti luoghi reggiani. Oltre che in città, si trovano a Fogliano, a Guastalla e in alcune borgate vicine alla cittadina, a Sant’Ilario e dintorni, a Cavriago, a Castelnovo Monti – fra capoluogo, Gombio e Fariolo – e a Toano, in particolare nella vastissima area rurale sopra Cerredolo e a Corneto. La scelta è ampia, e così la disponibilità di storie da omaggiare.
Donne e uomini, perseguitati ebrei e militari italiani, ragazzi catturati come schiavi per le fabbriche tedesche, resistenti. Per trovare la collocazione precisa , con geolocalizzazione annessa, è possibile visitare il sito www.inciampa.re.it. Le foto delle adozioni possono essere messe su Facebook, Instagram e Twitter dei canali Istoreco e Viaggi della Memoria Istoreco, con gli hashtag #vdm2020 o #viaggiomemoriaistoreco. —
Adr. Ar.
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