Addio Elio Canova: «Fu artefice della rinascita dei Teatri»
Il ricordo e la gratitudine di Daniele Abbado e del sindaco Luca Vecchi. Il primo pensiero alla moglie Mariella e al figlio Andrea
REGGIO EMILIA. Oggi, alle 16, partendo dalla camera ardente dell’ospedale Santa Maria Nuova, per il cimitero di Coviolo, dove avverrà la cremazione, si svolge il funerale di Elio Canova. Un «gentiluomo colto e pacato» che, da presidente dei “I Teatri” «seppe comprendere e favorire la visionarietà di tanti progetti» e fu «uno degli artefici principali di questa bellissima storia».. Il giorno dopo la morte di Canova, venuto a mancare nel tardo pomeriggio di sabato all’età di 76 anni, la città piange uno dei principali protagonisti della sua storia culturale. E lo fa con le parole piene di commozione e gratitudine di chi ebbe a collaborare con lui divenendo parte del suo grande progetto. In primis Daniele Abbado che lui stesso chiamò alla direzione dei Teatri sotto l’egida della neonata Fondazione. Ma anche il sindaco Luca Vecchi, che, in un momento di silenzio stampa dovuto all’imminenza delle elezioni, affida a Facebook, il suo personale ricordo: «In questo momento di dolore mi stringo, personalmente e a nome dell’amministrazione comunale di Reggio Emilia, a Mariella Zanichelli e ad Andrea».
Alla moglie e ai familiari di Canova va anche il primo pensiero di Abbado: «Sono vicino a Mariella, alla famiglia e ai lavoratori della Fondazione “I Teatri” nel momento della morte di Elio Canova. Ci eravamo conosciuti nel 2002 per la produzione de “Il Processo” di A. Colla, spettacolo nato in occasione del Centenario Verdiano, coprodotto dal Teatro alla Scala, di cui curavo la regia. Da quell’incontro è nata una importante sintonia e, in seguito, Canova mi propose di assumere l’incarico di direttore artistico, figura che per la prima volta era resa necessaria dallo statuto della nuova fondazione. “Dobbiamo trasformare questo glorioso Teatro in un centro di produzione che metta il tema dell’innovazione al centro della propria identità”, questo mi chiese».
«Accettai questa sfida con convinzione – prosegue Abbado – e negli anni seguenti Elio è sempre stato al mio fianco nello sviluppo di questo progetto. Il presidente Canova ha compreso e favorito la visionarietà di tanti progetti, a cominciare dalla nascita di Rec-Reggio Emilia Contemporanea nel 2003, che si è successivamente trasformato nel Festival Aperto; i Seminari di architettura & teatro a partire dal 2004; la produzione del “Flauto Magico”, la cui prima venne trasmessa in diretta video in diversi luoghi e teatri della città; fino al 2007, anno della celebrazione dei 150 anni del teatro Valli culminati con “Flauto Magico di Strada - Notte bianca di Reggio Emilia” che coinvolse l’intera città».
il suo progetto
«Durante la presidenza di Canova il teatro di Reggio ha lavorato a definire e precisare la propria identità nei confronti delle istituzioni, degli operatori e del pubblico – ricorda ancora Abbado –, un’identità fatta di qualità e coerenza nella innovazione. Era chiaro a tutti noi che la coerenza fosse il corollario imprescindibile della qualità e di questa bellissima storia Elio Canova è stato uno degli artefici principali. A lui e alla sua memoria va il mio ringraziamento».
il civil servant
«Era un gentiluomo: colto, pacato, con quell’amore e quella dedizione per la cosa pubblica che, nei vari ruoli da lui incarnati (dirigente politico e cooperativo, amministratore, presidente della principale istituzione culturale della città), contraddistinguono i migliori civil servant del nostro Paese». Così lo ricorda il sindaco Luca Vecchi, sul proprio profilo Facebook.
« Elio Canova – scrive il primo cittadino – ha contribuito con il suo impegno politico e amministrativo a un lungo periodo della storia della città. Lo ha fatto in particolare guidando il Teatro, il nostro “tempio laico della cultura”, come lui più volte aveva affermato. Se oggi il Valli, e la Fondazione, sono una delle migliori esperienze italiane del settore questo lo si deve anche alla cura, alla passione, alla premura con cui nel suo ruolo ha custodito, valorizzato e fatto crescere la bellezza e il prestigio di uno dei luoghi simbolo della nostra città. In questo momento di dolore mi stringo, personalmente e a nome dell’amministrazione comunale di Reggio Emilia, a Mariella Zanichelli e ad Andrea. Abbiamo il dovere di guardare al futuro con la consapevolezza che le idee e i progetti camminano sempre sulle gambe di persone che, come Elio Canova, hanno spinto quel flusso». —
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