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«Portò grande rinnovamento e rafforzò la nostra identità»

Fondazione I Teatri
«Portò grande rinnovamento e rafforzò la nostra identità»

La Fondazione I Teatri ricorda così il suo ex presidente Elio Canova che dal 1990 al 2007 guidò le trasformazioni salienti 

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IL RITRATTO

Elio Canova, presidente dal 1990 al 2007, ha saputo accompagnare I Teatri nei suoi passaggi giuridici fondanti: nel 1996, quando l’allora Associazione I Teatri viene trasformata in Consorzio, e nel 2002, quando prende vita l’attuale Fondazione. Dal 1999 al 2003 porta a compimento tre delicatissimi restauri del Valli: il restyling e le opere di condizionamento della Sala Grande, il completamento dei lavori sulle 28 statue e il rifacimento della facciata. «Ora è un modernissimo antico teatro – diceva orgoglioso – senza nemmeno un giorno di chiusura, né uno spettacolo saltato». Sono, quelli, anni di grandi rinnovamento: Elio Canova porta a lavorare con sé quel giornalista, intellettuale e libero pensatore che era Mario Vighi e chiama Daniele Abbado alla direzione artistica. Alcuni momenti esaltanti culminano nella produzione de Il Flauto Magico di Mozart, con la direzione di Claudio Abbado e la regia di Daniele Abbado. L’opera debutta al Valli nel 2005 e, dopo repliche tra Modena, Ferrara e Baden Baden, in Germania, approda al Festival di Edimburgo nell’estate 2006, con maestranze di Reggio impegnate in una delle trasferte più entusiasmanti della vita di questo teatro. Nell’album dei ricordi figurano anche i concerti del Tricolore del 1997, presente il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, con l’orchestra del bicentenario del Tricolore e il coro dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, diretti da Claudio Abbado: il concerto del 7 gennaio 2007, per i 150 anni del teatro Valli, con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly e quello del 2004, presente il presidente Carlo Azeglio Ciampi, con Daniele Gatti a dirigere l’Accademia di Santa Cecilia. Elio Canova amava il suo teatro e amava raccontare che al Municipale andavano in scena “tutti i generi di spettacolo, escluso il circo”. Uomo di cultura, definiva il Valli “il tempio laico della cultura a Reggio”. La rotta tracciata in quegli anni ha contribuito a rafforzare l’identità del teatro e a sottolineare quel termine “teatro comunitativo”, che Elio aveva voluto appendere dietro di sé, accanto alla bandiera, nel suo ufficio affacciato su piazza Martiri del 7 Luglio. In questo momento di dolore il nostro pensiero va alla moglie, al figlio e ai familiari tutti. —

Fondazione I Teatri



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