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Deiezioni canine non raccolte Lanzoni: «Cittadini, segnalate»

M.P.

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GUASTALLA. Come risolvere il problema delle deiezioni canine? Rendere le multe ancora più salate, anche per chi non risciacqua l'urina del cane; educare i padroni con campagne di sensibilizzazione o istituire dei controllori che tengano monitorate in tempo reale le strade per cogliere in flagrante chi non pulisce? Difficile scegliere. Però l'amministrazione comunale sta cercando di fare la propria parte.

«Bisogna tenere alta l'attenzione e proporre periodiche campagne di sensibilizzazione dato che il problema si ripropone. Così come aumentare il numero dei cestini appositi nelle zone più frequentate e soggette a questo problema è servizio per i cittadini. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo. Ma per limitare questi atteggiamenti che offendono il decoro urbano, può fare molto anche la collaborazione dei cittadini, che hanno la possibilità di fare segnalazioni al Comune». La pensa così Chiara Lanzoni, assessore all'ambiente, dopo l'iniziativa di Stefano Veronesi, un cittadino che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook la foto del portone del municipio con appoggiato uno spazzettone e, sulla maniglia, i sacchetti per le deiezioni canine.

«Credo che la maleducazione di alcuni proprietari di cani – prosegue Lanzoni – che lasciano lo “sporco” su strade o marciapiedi sia un’offesa alla città e agli abitanti che si comportano in modo civile. Ricordo che, oltre agli agenti di polizia municipale, anche le guardie ecologiche volontarie sono autorizzate a elevare contravvenzioni nei confronti di chi non rispetta il regolamento di polizia urbana in tema di deiezioni canine».

Tuttavia, anche i cittadini, di fronte a proprietari di cani incivili, possono intervenire chiedendo il rispetto delle regole e se il padrone “redarguito” dovesse rispondere “picche” «è giusto e opportuno – dicono in Comune – segnalare il fatto anche in forma anonima, alla polizia municipale. La maleducazione si manifesta nelle più disparate maniere, una è sicuramente quella di chi possiede un cane e non si preoccupa minimamente di raccogliere i “bisogni” lasciati dall’animale nel corso delle rituali passeggiate. Semplicemente una vergogna – concludono – propria del modo di vivere di persone che se ne infischiano delle disposizioni comunali». —

M.P.

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