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Il paese è rimasto senza voce «Basta strumentalizzazioni»

Rebecca Poluzzi
Il paese è rimasto senza voce «Basta strumentalizzazioni»

Gli abitanti del comune in Val d’Enza: «Stanchi di tutto e tutti, lasciateci stare» Tante le persone accorse all’assemblea pubblica per solidarietà al paese

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Serrande abbassate, strade semivuote, bocche sigillate. I cittadini del paese nell’occhio del ciclone da ormai sette mesi hanno finito le parole. Sono stanchi di interviste, politica, strumentalizzazione e lo fanno capire così.

Tra i bibbianesi nei pressi del municipio, solo Domenico Barozzi, abitante in zona da cinque anni concede una rapida battuta: «Siamo stanchi di tutto e tutti. Stanchi di essere messi in mezzo a discorsi che non ci riguardano. Stanchi di leggere il nostro nome ovunque solo perché fa comodo. I politici non fanno altro che parlare, ma di concreto non c’è nulla. Desideriamo solo che la situazione si risolva, non solo per i residenti di Bibbiano, bensì sopratutto per quei bambini e per quelle famiglie vittime di questa ingiustizia». Lapidario e coinciso Domenico, nel farsi voce di sentimenti comuni.

Nei paraggi del centro comunale anche Corinna Sigurtà, che per tre anni ha lavorato in paese e conosce bene la zona: «Tutti dicono “parlateci di Bibbiano”, però prima di farlo dovrebbero verificare le cose che dicono. Sono stati fatti degli errori, è innegabile, tuttavia è ingiusto che per la colpa di pochi un’intera realtà come quella di Bibbiano sia condannata».

Si avvicinano le 19, quando avrà inizio l’assemblea pubblica organizzata dalle Sardine al Teatro Metroplis e le strade iniziano a popolarsi. In tanti da fuori Bibbiano sono accorsi per schiarirsi le idee e offrire solidarietà al comune della Val d’Enza, non mancando di esprimere la loro. Come Willer Beneventi: «Bibbiano è diventata oggetto di una campagna elettorale oscena, hanno usato fatti incresciosi per mettere in brutta luce una comunità come tante, composta prima di tutto da brave persone».

Segue a ruota Luisa Corradi di Campegine, che ci tiene a sottolineare: «Sono qui per esprimere la mia solidarietà agli abitanti di Bibbiano, persone che meritano più rispetto di quello che gli è stato riconosciuto fino ad ora. È loro diritto vivere e lavorare tranquillamente, è giunto il momento di finirla».

Della stessa opinione anche Elio Pezzarossi da Cadelbosco Sotto: «Presente per sentire l’opinione di Bibbiano e dare tutto il mio sostegno ai cittadini. Penso che la concentrazione mediatica sul paese sia stata eccessiva, una strumentalizzazione senza controllo, che non può che indignare».

Invece, direttamente da Como per sentire Mattia Santori, leader delle “Sardine”, arriva Francesco Greco: «Le persone di Bibbiano sono state offese in maniera indecente. Cari emiliani, diffidate di chi sfrutta così i cittadini». —



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