In tanti per l’addio a Elio Canova «Gentiluomo colto dalla grande ironia»
Il figlio: «Ha lavorato per Reggio con spirito di servizio» L’ex deputato Bernardi: «Lottava per una società migliore»
C’erano tanti amministratori pubblici, legati a Elio Canova da rapporti di amicizia, collaborazione e comune militanza politica, ma la dimensione privata è prevalsa nelle esequie dell’ex-presidente dei Teatri morto nel tardo pomeriggio di sabato all’età di 76 anni. Quella che s’è svolta ieri pomeriggio in forma civile al cimitero di Coviolo è stata una cerimonia semplicissima, all’insegna di quei solidi affetti familiari a cui lo scomparso era gelosamente avvinto.
Il feretro è stato trasportato dalle camere ardenti del Santa Maria Nuova fino all’ingresso del camposanto, da cui è partito il corteo funebre che l’ha accompagnato alla sala in cui rimarrà in attesa della cremazione. È toccato al figlio Andrea ringraziare i presenti. «Mio padre - ha detto - era molto geloso della sua vita privata. Da bambino mi portava al circolo Gramsci, in fondo a palazzo Masdoni. S’è dedicato alla sua attività con spirito di servizio e umiltà, allo scopo di giovare alla sua città come funzionario pubblico. Era ammirevole il suo impegno politico e culturale, culminato nel progetto di restituire a Reggio un teatro rinnovato con un’identità culturale molto forte. S’è avvalso della collaborazione di tante persone di sensibilità culturale molto diversa. Diceva che tutti possono dare il loro contributo. Nel 2007, quando è cessato il suo incarico, mi ha confidato: “Questo è un mondo che non capisco più”. Nella seconda fase della sua vita è stato sempre accanto alla sua amata Mariella, ai nipoti e ai cani». Gli ha fatto eco il nipote Lupo, figlio di Andrea: «Mio nonno - ha detto - mi appariva come un grande vecchio saggio, quando lo andavo a trovare nel suo ufficio tappezzato di velluto rosso. Provavo per lui un’ammirazione sconfinata. Non lo vedevo spesso. Lo incontravo nella casa di Carpineti, intento a fumare le sue sigarette Ms bionde». La moglie Mariella è riuscita a pronunciare poche parole, con la voce rotta dalla commozione: «Era una persona straordinaria. L’ho amato molto e lo amerò sempre». Il cordoglio dei compagni l’ha espresso Antonio Bernardi, già deputato del partito comunista: «Elio era un gentiluomo colto e riservato, che rifuggiva da ogni narcisismo, capace di unire la cultura a una grande ironia. Lo ricordo come dirigente dei giovani comunisti. Ha fatto parte di una generazione che aveva in testa l’ideale di una società di liberi e uguali. Vi apparteneva anche il fratello Giordano, partigiano e poi grande giornalista dell’Unità. Con lui ho condiviso le vittorie e le sconfitte, le illusioni e le delusioni».
Alessandro Carri, ex-senatore del Pci, rievoca i primi tempi della sua militanza: «Negli anni Sessanta - riferisce - Elio era un giovane funzionario del partito, per conto del quale seguì la troupe che girava a Reggio il film sui fratelli Cervi. Allora divenne intimo amico di Gian Maria Volonté. Negli ultimi tempi lo incontravo anche a Carpineti, dove aveva comperato una casa».
Al funerale hanno partecipato, fra gli altri, Fausto Giovanelli, presidente del Parco dell’Appennino tosco-emiliano, il sindaco Luca Vecchi e tanti ex: Giuseppe Gherpelli direttore dei Teatri, il direttore di Aterballetto Giovanni Ottolini, i sindaci Giulio Fantuzzi e Antonella Spaggiari, la presidente della Provincia Sonia Masini, l’assessore Sandra Piccinini, il sindacalista Tiziano Rinaldini e il segretario del Pci Vincenzo Bertolini. —
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