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Accanto alla strada dei veleni anche le puzze dei fanghi

Alessandro Cagossi
Accanto alla strada dei veleni anche le puzze dei fanghi

Nel 2015 ci fu una raccolta di firme contro l’odore fastidioso nella zona Un cittadino: «L’Arpa disse che era tutto in regola, qualcuno fece le analisi?»

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NOVELLARA. Non è la prima volta che i proprietari dei terreni finiti indagati per la strada realizzata con il “Concrete Green” contaminato nel fondo “Bigliana”, nei pressi di San Bernardino, finiscono nell’occhio del ciclone. A sentire le testimonianze degli abitanti della frazione novellarese, da anni sotto accusa ci sono gli spargono sui loro terreni, contigui al centro abitato di San Bernardino, di fanghi ricavati dagli impianti di depurazione.

Queste sostanze, opportunamente trattati e depurati dalle sostanze tossiche secondo la normativa vigente, sono ottimi fertilizzanti agricoli, ma creano esalazioni insopportabili. Nel 2015 numerosi abitanti di San Bernardino firmarono una petizione spedita al sindaco di Novellara, Elena Carletti, all’Ausl e ad Arpa per informarli sul problema, chiedendo di intervenire. L’esito non è noto, ma secondo quanto raccontano i residenti gli spandimenti continuarono, su quei terreni “nobili”, una volta proprietà del ramo novellarese dei Gonzaga, ricavati nel Cinquecento dall’inalveamento del vicino Crostolo, che ha prosciugato le preesistenti paludi.

le testimonianze

Per anni, tutti i sanbernardinesi “toccano con naso” il problema del fetore nauseabondo emesso dallo spargimento di questi fanghi, perlopiù da metà agosto a inizio settembre. Si tratta di miasmi per cui a detta di alcuni «il letame profuma di rose, al confronto». La bella stagione rende il problema ancora più insopportabile, poiché la gente passa molto tempo all’aria aperta, col risultato di respirare a pieni polmoni tali esalazioni che, a detta di molti, irritano la gola, causano bruciore a naso, e fanno lacrimare gli occhi. Alcuni riferiscono di non riuscire a dormire a causa della puzza. Mauro Consolini, abitante della frazione, riporta testimonianze per cui alcuni residenti esasperati avevano persino pensato di trasferirsi altrove, perché quell’odore si impregnava nei vestiti, dentro gli armadi, ovunque. «Alla sera, in agosto – osserva Consolini – per settimane non si potevano tenere le finestre aperte, ci si sentiva intrappolati a casa propria, nel caldo torrido. Un mio vicino è persino dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso perché una sera non riusciva più a respirare». Un altro residente, Fabrizio Lasagni, riferisce di aver telefonato all’Arpa dell’Emilia Romagna lamentandosi del fetore, sentendosi rispondere che “è tutto regolare”, ma Lasagni si chiede preoccupato: «Qualcuno ha mai fatto le analisi di quei fanghi? Il poeta dialettale Sergio Subazzoli, che nella frazione ha un laboratorio di impagliatura manuale, sulla vicenda scrisse una poesia che tradotta in italiano recita ironicamente: «Povera San Bernardino, sei diventata la più grande discarica a cielo aperto di Novellara. San Bernardino dei Terreni Nuovi, nostro protettore, ma non senti quegli odori, hai sempre il raffreddore? Quella non è “Nutella”, sono fanghi che vengono dal fondo della cisterna. Ricordi il Ddt e l’eternit? Un giorno ci ripeteranno le stesse parole!». Sono tanti i novellaresi che ricordano le montagne di fango, pronte per lo spargimento nei fondi, ai lati della strada provinciale Novellara-Guastalla, con l’odore che si infilava anche negli abitacoli delle auto di passaggio. —

Alessandro Cagossi

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