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Bonaccini: «Per un voto in più alle urne hanno speculato sulla pelle dei bambini»

Gabriele Gatti
Bonaccini: «Per un voto in più alle urne hanno speculato sulla pelle dei bambini»

Il governatore uscente protagonista ieri sera, insieme ai sindaci di Reggio e di Parma, di un comizio in piazza Casotti

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Una bandiera formato gigante dell’Europa stesa sul selciato davanti al Comune di Reggio Emilia annuncia la chiusura ufficiale della campagna per le Elezioni Regionali del presidente uscente Stefano Bonaccini.

Un mix di canzoni italiane e straniere richiama l’assemblea finale della coalizione capitanata dal Partito Democratico in Piazza Casotti, già vetrina politica e palcoscenico elettorale di partiti di tutto l’arco costituzionale, anche durante le elezioni europee e amministrative.

Seguito a ruota da una coda di candidati che con difficoltà prende posto e si raggruppa a favore di telecamere sopra al modesto palcoscenico appena allestito, Bonaccini viene accolto da una piazza multiforme che lo saluta con qualche timido sventolio di bandiere.

Il primo a parlare è il sindaco di Reggio, Luca Vecchi che fa gli onori di casa presentando gli ospiti alla concentrazione di sostenitori. Tra i vari temi toccati anche una dura critica per la scelta della Lega di concludere la propria campagna elettorale a Bibbiano, definita dal primo cittadino come “sciacallaggio” ai danni del popolo del paese reggiano. «Sarò là come sardina» conclude Vecchi annunciando la sua presenza nella piazza che domani si riunirà in contemporanea al comizio di Matteo Salvini e sdoganando dal palco di chiusura della campagna una coincidenza tra la coalizione di centro-sinistra e il movimento condotto da Sartori.

La parola passa al sindaco di Parma Federico Pizzarotti che non manca di sottolineare come l’eccellenza regionale passi anche da casa sua, grazie al sudato titolo di Parma Capitale della Cultura 2020. La folla si anima, nonostante le rigide temperature di gennaio, quando Bonaccini prende la parola e si rivolge ai sostenitori. Trasfigurato da luci degne di Alfred Hitchcock, il candidato utilizza tutte le sue cartucce elettorali, non mancando di puntare il dito direttamente contro il leader del Carroccio Matteo Salvini e la propria sfidante Lucia Borgonzoni: «Se candidi una donna per cancellarla completamente dalla campagna credo che sia umiliante e irrispettoso». Non manca da parte di Bonaccini il sostegno nei confronti del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, recentemente sollevato dall’obbligo di dimora: «Avrebbe dovuto ricevere le scuse di chi ha inscenato una campagna sulla pelle dei bambini per un voto in più nelle urne». Rinnovato dal candidato anche l’apprezzamento per la vicinanza di visione politica tra le sardine e la coalizione di centro-sinistra che, nei primi tempi della campagna, era stato bollato come argomento tabù.

Al termine dell’intervento del presidente uscente spunta di nuovo la bandiera dell’Europa che rimane sospesa sulle teste dei presenti fino a che la piazza non si svuota completamente. Il comizio finale di Bonaccini si conclude e il centro di Reggio Emilia torna più silenzioso che mai, in attesa del fatidico voto di domenica che tirerà le somme di una delle campagne elettorali più combattute degli ultimi anni. —



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