Il lavoro e il futuro del casello nel confronto tra candidati
L’evento, organizzato dall’opposizione, ha visto il centro Mavarta affollato Fagioli: «I buoni progetti non hanno colore». Delmonte: «Serve tagliare l’Irap»
Un confronto, tagliato su misura sulla Val d’Enza, tra i candidati alle elezioni regionali del 26 gennaio, per chiedere a chi sarà eletto tra pochi giorni – teoricamente la provincia reggiana può partorire 6 consiglieri, ma, viste le variabili del sistema misto proporzionale-maggioritario è probabile che ne passeranno al primo turno 3 o 4 – un impegno preciso sul tema, quanto mai scottante, del lavoro.
Si intitolava “Più imprese, più lavoro” il dibattito organizzato lunedì sera al centro Mavarta di Sant’Ilario dalla lista “Alternativa Civica per Sant’Ilario e Calerno”, che ha ospitato Carlo Fagioli (della lista civica per Bonaccini, l’imprenditore santilariese giocava in casa), Gabriele Delmonte (montecchiese della Lega, consigliere uscente), Natascia Cersosimo di Cavriago (M5S) e Luisa Catellani di Reggio (M5S).
«Mentre nella precedente consigliatura ci siamo focalizzati sulle scuole e sugli edifici pubblici, nei prossimi cinque anni la nostra lista civica si focalizzerà sul mondo del lavoro, su come supportare gli imprenditori, sullo sviluppo dell’area del casello autostradale Campegine-Terre di Canossa (da quando è stato aperto, una decina di anni fa, si ipotizza un parcheggio e un’area di servizio mai concretizzati) e per la riqualificazione del villaggio industriale Bellarosa di Calerno, un’area realizzata 40 anni fa e ora in profondo degrado. Azioni e opere che, per trasformarsi in realtà, necessiteranno dei fondi della Regione» ha premesso il consigliere d’opposizione Alberto Iotti davanti ad una platea eterogenea composta da un centinaio di persone, dai grillini ai “piddini” (non sono mancati i battibecchi tra maggioranza e minoranza locale), dai semplici cittadini a un imprenditore informatico che ha sottolineato come le esigenze dei piccole aziende siano altre.
«Non voglio fare un comizio, rimando al mio programma elettorale – ha glissato Fagioli – La mia famiglia è stata la prima a spingere per aprire il casello, sul Villaggio Bellarosa abbiamo sempre creduto, mentre si parla da anni della via Emilia bis. Per me i buoni progetti, come supportare le imprese con meno di dieci dipendenti e le famiglie in difficoltà, non hanno colore. Quello che auspico è che si metta da parte il campanilismo politico. Io sarò a disposizione sia se sarò eletto sia se non lo sarò». Facendo riferimento all’annunciato progetto di una Onlus. «Sono stato vicepresidente della Commissione economica regionale: avremmo dovuto occuparci di questi temi, invece abbiamo visitato delle aziende (quelle che vanno bene) e definito le aree artigianali», è stata la stoccata del leghista Delmonte, che ha sottolineato il problema sicurezza del casello. Sul lavoro, «molte aziende se ne sono andate, l’imprenditore è sempre più globale e questo pone un ruolo nuovo e complicato per la politica. Il 95% dei clienti della mia start-up è straniero, gli studenti di oggi faranno un lavoro che ancora non esiste, mentre per un giovane è difficile perfino metter piede in un’azienda. Quello che si può fare è garantire connessioni veloci, tagliare l’Irap per i primi tre anni per ogni giovane assunto, scontare l’Iva e dare aiuti le donne con figli: piccoli passi, ma fattibili e immediati». Per il M5S, Cersosimo ha detto: «Sono promotrice della riqualificazione delle zone industriali. Le proposte del M5s per la Val d’enza sono turismo sostenibile, infrastrutture, ospedale Franchini, più credito per le imprese». La Catellani ha confermato l’importanza delle infrastrutture mettendo l’accento sulla necessità di maggior credito alle piccole imprese: «I commercianti sono in crisi, no ai centri commerciali». —
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