Inno: il Battagliero. Totem: il formaggio Guida a Bibbiano (che non è il Papeete)
I manifestanti non reggiani sanno dove saranno domani sera?
per non perdersi
stefano scansani
Turisti, pellegrini e forze occupanti prima di mettere piede nel territorio scelto come meta dovrebbero studiare. Studiarlo. Cioè approfondire quegli aspetti di non poco conto che si chiamano geografia, storia, usi, costumi e curiosità.
Siccome domani sera a Bibbiano confluiranno i popoli, le masse e le truppe cammellate (il compianto Giampaolo Pansa così le definiva) della politica infervorata dall’imminenza delle elezioni regionali emiliano-romagnole, è bene proporre qualche nozione su quel luogo specifico e la sua gente.
Partendo da una domanda che – al dì là dei combattimenti sul caso affidi in Val d’Enza – chiama in causa le furberie e le diete di Matteo Salvini, la sbadataggine del Pd, l’improvviso arrivo in classe (in piazza) delle Sardine. Che cosa sanno di Bibbiano? Del luogo dove vanno? Che cosa avranno intorno?
apocalittico di che?
Bibbiano dista dal Papeete di Milano Marittima 183 chilometri che in auto sono percorribili in 2 ore e 8 minuti e a piedi in 35 ore. Bibbiano secondo il leghismo ruspista #parlatecidibibbiano sarebbe il luogo apocalittico dove sferrare l’urto propagandistico finale contro il decadente impero del centrosinistra postcomunista dell’unica regione italiana messa di traverso. Sì proprio messa di traverso, da Rimini a Piacenza.
L’Emilia-Romagna infatti pecca di obliquità, segue una strada romana che sbarella l’andamento nord-sud della Penisola: di traverso anche rispetto alla marcia del centrodestra che intravede nella presa di Bologna una vittoria epocale.
È molto importante raffrontare Bibbiano con il Papeete, perché se il paese reggiano è stato scelto dal fronte leghista per l’assalto conclusivo, la discoteca di Milano Marittima è il luogo dei trastulli e della “morte ministeriale 2019” di Matteo Salvini. Bibbiano e il Papeete sono i poli contrapposti dello scontro emiliano-romagnolo, sono ormai la toponomastica degli eventi. I salvinisti domani sera chiuderanno a Bibbiano. Le sardine venerdì chiuderanno al Papeete. A ciascuno la sua clava.
Quasi 10.300 abitanti, a 121 metri d’altezza sul livello del mare e quindi in vista delle propaggini dell’Appennino, Bibbiano si trova nella Val d’Enza, quindi nella parte occidentale della provincia, a 16 chilometri da Reggio e 29 da Parma. Il territorio comprende anche queste frazioni, borghi, località: Barco di Bibbiano, Belvedere, Casale di Sopra, Case Catalani, Corniano, Gattaglio, Ghiardo, Il Folletto, Manganlana, Palazza, Piazzola, Razza, San Filippo.
punta in marmo
A dare il benvenuto nel mondo bibbianese è il monumento al Parmigiano Reggiano che si staglia su un rondò. La scultura, in marmo di Carrara, è stata realizzata dal montecchiese Michelangelo Galliani, pesa 32 tonnellate, raffigura una “punta”, un coltellino e la parete di un caseificio all’antica.
Qui, secondo la leggenda, in epoca matildica fu inventato il “formaticum”, il formaggio più buono del mondo. Ma il medioevo per Bibbiano è una tappa, perché nell’evo antico già sussisteva un luogo abitato e anche fortificato lungo l’Enza coincidente con il Torrazzo.
La latinità dell’insediamento è deducibile dal nome: Bubianum, Bibbianum, Bibianus. Potrebbe derivare da una famiglia di coloni romani che per progenitore avevano un certo Baebius. Ai leghisti della prima ora bossiana, prealpina e lumbàrda (ormai rarissimi) potrebbe far piacere sapere che nella parlata dialettale locale alcune inflessioni sarebbero addirittura celtiche, quindi preromane.
Bibbiano è intimamente legato all’epoca di Matilde di Canossa (la paladina della Chiesa nella lotta per le investiture contro il potere imperiale).
Lo stemma comunale ne dà testimonianza. Nella parte inferiore è raffigurato un cane che stringe un osso fra le fauci.
Si tratta di una favoleggiata derivazione del cognome Canossa che, invece, proviene da Canusia, la rupe, cioè il calanco bianco dove sorge la casa-madre della stirpe della grancontessa.
Fino all’Ottocento Bibbiano segue le sorti del ducato estense. Fra i cittadini illustri di questo paese vanno citati: don Pasquino Borghi, fucilato dai fascisti nel gennaio del 1944, medaglia d’oro al valor militare; il popolarissimo tenore Ferruccio Tagliavini, che crebbe a Barco; il compositore Tienno Pattacini, autore nel 1933 del formidabile “Battagliero”, un valzer che ha fatto la storia del liscio emiliano.
Si sappia che questa “musica” è vivissima nel repertorio bandistico e anche in occasione dei funerali dei reggiani vecchio stampo.
Bibbiano è il luogo dove nel 1746 nacque il fisico Giovanni Battista Venturi, fondamentale allievo di Lazzaro Spallanzani.
Fra i suoi studi brilla quello dedicato alla meccanica dei fluidi. Per capirci, porta il nome di Venturi il tubo impiegato per la misura della velocità di un fluido in una condotta.
CITTADINO DALAI LAMA
Non abbiamo idea di come il Dalai Lama potrebbe reagire alle polemiche di questi mesi e alla doppia manifestazione di domani sera.
Sarebbe molto interessante, perché Sua Beatitudine, che è supremo rappresentante del buddismo, è cittadino onorario bibbianese dal lontano 1999.
Tutto è buono a sapersi per andare domani e anche per tornare a Bibbiano, dopo il 26 gennaio, al di là dell’inchiesta giudiziaria, con cognizione del dove e perché si va. A Bibièn, dice la gente di qua. —
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