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il riconoscimento 

Pellegrini e De Luca ricercatori d’élite

Luciano Salsi
Pellegrini e De Luca ricercatori d’élite

Premiati dalla fondazione Jeantet per gli studi staminali «Useremo i fondi per continuare la ricerca genetica»

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REGGIO EMILIA. La fondazione Louis Jeantet, che ha sede a Ginevra, ha assegnato due dei suoi prestigiosi premi internazionali da 500mila franchi svizzeri a Graziella Pellegrini e Michele De Luca, ricercatori dell'università di Modena e Reggio, per le loro promettenti ricerche sulle applicazioni terapeutiche delle cellule staminali. La cerimonia di premiazione si terrà il 22 aprile nella città elvetica.

«Impiegheremo questi fondi -dichiarano i ricercatori- per continuare le nostre ricerche sulle nuove terapie cellulari e geniche mirate alla ricostruzione di tessuti e organi irrimediabilmente danneggiati sia in pazienti con lesioni corneali sia per curare pazienti affetti da devastanti malattie genetiche della pelle».

Graziella Pellegrini, nata a Genova nel 1961, si è laureata nella sua città in Chimica e tecnologie farmaceutiche e poi in Farmacia. Ha svolto la sua carriera nel capoluogo ligure, a Roma e nel Veneto prima di passare a Unimore come docente di Biologia applicata e coordinatrice della terapia cellulare nel Centro di Medicina rigenerativa “Stefano Ferrari”.

Michele De Luca, nato a Savona nel 1956, si è laureato in Medicina a Catania e specializzato in Endocrinologia a Roma. Ha svolto la sua carriera negli Stati Uniti, a Genova, a Roma e nel Veneto prima di passare a Unimore come docente di Biochimica nonché direttore e coordinatore della terapia genica nel Centro di Medicina rigenerativa “Stefano Ferrari”.

I due ricercatori di Unimore hanno fondato lo spin off universitario Holostem di terapie avanzate, del quale sono rispettivamente direttore e direttore scientifico. Nel 2015 l'Agenzia europea per i medicinali ha raccomandato l'approvazione di Holoclar, il primo farmaco per terapia avanzata a base di cellule staminali, un prodotto di ingegneria dei tessuti che è stato sviluppato da Pellegrini e De Luca.

Carlo Adolfo Porro, magnifico rettore dell'università, sottolinea il valore internazionale delle loro ricerche e l'importanza dei risultati scientifici raggiunti nella cura di malattie rare che altrimenti sarebbero irrimediabili.

«La decisione della fondazione ginevrina -dichiara Porro- ci riempie di orgoglio e sostiene ulteriormente il nostro impegno a favore dell'attività del Centro di medicina rigenerativa, una vera e propria eccellenza mondiale nel campo della ricerca biomedica». —

Luciano Salsi

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