Gazzetta di Reggio

Reggio

scandiano, IN UNA PALESTRA 

Si fa male facendo pesi istruttore accusato di lesioni

Ambra Prati

L’incidente in palestra è costato una prognosi di due mesi per lo sportivo. Il gip De Luca manda  a processo il 46enne 

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Mentre si allenava in palestra, è rimasto schiacciato sotto i pesi sovraccarichi, procurandosi la frattura di una vertebra. Per questo motivo l’avventore di una palestra di Scandiano ha trascinato in tribunale l’istruttore, un 46enne nato a Sassuolo e residente nella zona ceramiche, che ieri è stato rinviato a giudizio per il reato di lesioni personali dal gip Dario De Luca.

L’INCIDENTE

L’episodio è accaduto il 14 giugno 2016, quando il cliente, intento nell’allenamento, ha chiesto all’addetto di sala il permesso di aggiungere uno step ad un attrezzo denominato Multipower, portandolo ad un peso di 160 chili: operazione eseguita in assenza dell’istruttore, che nel frattempo si era allontanato. Nell’aggiungere peso, per di più, il macchinario si è spostato dalla sede originaria, causando all’appassionato di pesi una rovinosa caduta, con la frattura della vertebra e un prognosi di guarigione di ben due mesi. Da qui l’accusa di lesioni personali a carico del 46enne «per colpa consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia».

Accorso subito dopo il fatto, l’istruttore avrebbe detto all’infortunato in modo perentorio: «Se non fai come dico io, non prendi un euro dall’assicurazione».

Da qui il secondo capo d’imputazione, violenza o minaccia per costringere a commettere un altro reato (il codice penale prevede fino a 5 anni di reclusione), perché, secondo l’accusa, l’esperto voleva «costringere l’utente a denunciare alla compagnia assicuratrice una differente dinamica del sinistro».

L’udienza

Ieri, nel corso dell’udienza preliminare, il pm Giulia Stignani (che sostituiva la titolare del procedimento, il pm Maria Rita Pantani) ha chiesto per il preparatore atletico il rinvio a giudizio per entrambi i capi d’imputazione. Il cliente, assente in udienza, si è costituito parte civile ai fini di una richiesta di risarcimento danni. Il suo legale, del Foro di Bologna, si è associato alle richieste dell’accusa e si è rimesso a giustizia.

Diversa invece la tesi dell’istruttore, presente in aula e difeso dall’avvocato Costantino Diana dello studio legale Cataliotti. Il difensore ha sostenuto l’insussistenza della minaccia, non suffragata da riscontri concreti, mentre per quanto riguarda l’infortunio non ci sarebbe stata alcuna responsabilità da parte dell’istruttore, che non aveva un compito di vigilanza perché non era dipendente della palestra, dove si occupava di altre discipline, bensì un semplice collaboratore temporaneamente addetto alla sala pesi.

Secondo il difensore, sarebbe stato il cliente, di sua iniziativa, a commettere l’errore utilizzando il macchinario in modo azzardato e procurandosi il danno.

Il gip De Luca ha dato parzialmente ragione alla difesa, decretando il non luogo a procedere per quanto riguarda la minaccia perché il fatto non sussiste, disponendo invece il rinvio a giudizio per lesioni personali.

L’apertura del processo, davanti al giudice monocratico Giovanni Ghini, è fissata per il 23 aprile. —



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