Sono aperte le iscrizioni per ospitare i bambini delle zone di Chernobyl
FABBRICO-ROLO. Fino a domenica 23 febbraio sarà possibile iscriversi ai programmi di accoglienza di bambini provenienti dalle zone colpite dal disastro nucleare di Chernobyl, per i mesi estivi tra giugno ed agosto, organizzati dall’associazione Polriva di Suzzara (Mantova) rivolgendosi allo 0376/531713 oppure scrivendo a segreteria@polriva.it o in alternativa visitando il sito www.polriva.it, il profilo Facebook: polrivasuzzara o instagram: polrivaonlus.
I programmi di accoglienza temporanea in Italia rappresentano un’esperienza unica in Europa, attraverso la quale diviene chiaramente visibile la vocazione solidaristica dei cittadini, delle famiglie e delle realtà associative del nostro territorio.
Dal 1986, anno della catastrofe nucleare di Chernobyl ad oggi, sono stati centinaia di migliaia i minori stranieri che hanno potuto vivere momenti significativi ed esperienze importanti per la loro salute, il loro benessere, la loro crescita grazie al lavoro e all’attenzione di enti, associazioni e famiglie. I bambini dalla Bielorussia vengono a passare uno o due mesi in Italia ospitati da famiglie che si offrono volontariamente; alla fine del periodo di vacanza i bambini tornano in Bielorussia, alle loro famiglie o presso nell’istituto che li ospita in caso di problemi familiari, per ritornare magari in Italia l’anno successivo nella stessa famiglia ospitante.
L’unico rimedio sino ad ora conosciuto è quello di allontanare periodicamente questi bambini dalle loro zone di residenza consentendo loro di smaltire, seppur parzialmente, una certa quantità di radio contaminazione incamerata nell’organismo.
Per ospitare non serve una casa grande, avere grandi disponibilità finanziarie, avere necessariamente dei figli piccoli, conoscere la lingua russa; semplicemente serve garantire al piccolo ospite vitto, alloggio e tanto affetto, avere un po’ di tempo da dedicargli, renderlo partecipe della quotidianità familiare.
Solitamente si può chiedere di ospitare un maschietto o una bimba, l’età consentita va dai 7 anni in poi.
Non bisogna pensare che i bimbi siano portatori di malattie che possano nuocere: il problema purtroppo è solo loro. —
M.P.
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