Gazzetta di Reggio

Reggio

scandiano, il processo 

Due dipendenti sono accusati di un furto alla concessionaria

Marito e moglie nei guai per la scomparsa di soldi e assegni in un ufficio dell’Autogepy  La difesa: «Hanno confessato si valuta un patteggiamento»

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SCANDIANO. Sarà un processo – che parte oggi in tribunale a Reggio Emilia – a fare chiarezza sulla delicata vicenda che vede accusati di furto due dipendenti (poi licenziati) di una concessionaria (Autogepy) che ha più sedi.

Sono finiti nel mirino dei carabinieri di Casalgrande – coordinati dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani – due impiegati, un uomo di 49 anni (Luca Opardi) e una donna 35enne (Giulia Iori): si tratta di marito e moglie che vivono a Scandiano.

Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, il furto era stato commesso fra il 29 e il 31 marzo di tre anni fa. Ed era stata l’impiegata ad aver forzato un cassetto della scrivania dell’ufficio amministrativo di Reggio Emilia.

In quel cassetto vi erano sia soldi in contanti che assegni. La liquidità doveva oscillare fra i mille e i duemila euro. Poi quattro assegni e tre blocchetti sempre di assegni.

E due di quegli assegni sarebbero stati incassati.

Per gli investigatori, seguendo la tracciabilità dei titoli di credito con relativi accertamenti bancari, si sarebbe arrivati ad accusare la coppia.

Ma di quale cifra, complessiva, si sta parlando? Dovrebbe trattarsi di circa 15mila euro per quanto concerne gli assegni.

La concessionaria d’auto si è rivolta all’avvocato Edoardo Salsi e sta valutando se costituirsi parte civile nel procedimento, anche perché si sente danneggiata sotto diversi profili, non solo per l’ammanco. Sono due i legali rappresentanti della ditta.

Gli imputati sono difesi dal legale Danilo Giovanelli: «I miei assistiti hanno ammesso le proprie responsabilità – rimarca il difensore – per quanto riguarda gli assegni, ma non per il contante. Hanno spiegato di aver fatto quest’azione in un momento di particolare debolezza dovuta ad uno stato di bisogno. Da quanto mi risulta, non avrebbero incassato soldi e avrebbero già restituito gli assegni. Dalla loro azione – conclude – non hanno tratto benefici economici».

La difesa sta valutando la richiesta di un patteggiamento. Vedremo oggi in udienza come si metterà. —

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