I terremotati spaventano
La situazione è molto semplice, ma quasi incredibile per chi è cresciuto in una provincia rossa che più rossa non si può. Il Pd regge nel capoluogo (sfiorato il 40% alle Europee e rieletto al primo turno il sindaco uscente, Gian Carlo Muzzarelli, ma la Lega ha sbagliato completamente candidato e campagna), nella seconda città più grande, Carpi, e in qualche altro comune, non tanti. Il resto, tutto, è passato dal rosso antico al blu Lega: l’Appennino, d’accordo, che di sinistra non è mai stato, ma anche il distretto ceramico di Sassuolo e la Bassa, specie le località colpite dal terremoto del 2012, dove rischia anche una recordwoman delle preferenze come l’assessore regionale Palma Costi. Alla fine, l’antica dicotomia fra città e campagna dovrebbe risolversi in un pareggio, e pazienza se Bonaccini è nato qui. Però ha fatto effetto vedere la folla all’ultimo passaggio di Borgonzoni a Modena. Non solo leghisti, ma anche elettori del centrodestra e chi sogna da sempre di togliere Modena a chi la governa ininterrottamente dalla Liberazione. «Stavolta è a volta buona!», come strillava Salvini dal palco di Maranello alla piazza. Piena. — (a.m.)
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