Rabbia in via Turri: «Disinfestazione? Nel quartiere i topi sono di casa»
Reggio Emilia, la bonifica non basta a contenere le centinaia di ratti. «Ora ci sono le trappole ma i roditori sono un esercito»
REGGIO EMILIA. Dopo le scene da film horror su via Turri, riprese in un filmato che ha fatto il giro del web alcuni giorni or sono, ritraenti una colonia di ratti che invadono la strada in zona stazione, la situazione sembrerebbe tornata alla normalità. Infatti, sparite le montagne di rifiuti abbandonati al ciglio della strada a pochi centimetri dai cassonetti, parco giochi per gli affamati ratti, la salubrità e il decoro urbano sarebbero stati ristabiliti. A questo intervento di pulizia e disinfestazione, si sono aggiunte alcune decine di trappole poste da Iren nel quartiere, per evitare che la piaga si riproponga. Eppure, nonostante l’intervento immediato, chi tutti i giorni vive gli spazi della stazione afferma che il problema non è stato risolto.
Come Brahim Benlemlih, proprietario di un negozio di alimentari proprio davanti all’area in questione, che racconta: «Hanno messo alcune trappole, ma sicuramente saranno inefficaci per fermare l’esercito di topi che di notte si aggira nel buio. Sono a centinaia ed escono da ogni pertugio: tombini, grate, ma anche da tunnel scavati nell’erba o dalle spaccature dei marciapiedi». Ed è così che Brahim per comprovare la propria testimonianza lascia la cassa per alcuni minuti e si offre da guida per il “tour delle tane”. Indica decine di uscite dai tunnel sotterranei dei roditori e tra il fogliame individua pure un ratto stecchito.
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Un degrado riconosciuto anche dal negoziante a fianco, Hamza Abderrahim: «Strade, marciapiedi e giardini, tutti rovinati. Io stesso ho provato a chiudere qualche tana, ma è tutto inutile. Durante il giorno si aggirano tra cantine e garage, ma se alla sera passi nei paraggi, fuggi via disgustato perché sono a centinaia».
L’amico di Hamza, Rachid Chamboune, sentendo le sue parole, si mette a ridere e aggiunge: «Fosse un problema solo delle persone. Non si può lasciare la macchina parcheggiata per più di un giorno che ti ritrovi a piedi. I ratti si infilano nel motore e iniziano a mordicchiare i fili. Ho amici che quando tornano in Marocco, per non lasciare l’automobile sotto casa e rischiare di ritrovarla danneggiata, la vanno a parcheggiare a chilometri di distanza, magari dall’altra parte della città».
Un grattacapo quello dei topi, accresciuto dall’inciviltà di alcuni cittadini che invece di riporre i rifiuti, magari contenenti residui di cibo, nei cassonetti, preferiscono lasciarli lungo la strada, facendoli diventare pasti per i roditori che sono così incentivati al proliferare. E non solo, le dimensioni di cui parlano i residenti fanno pensare a tutt’altro che topi di campagna.«Al mattino presto, affacciandomi dal balcone, peraltro a diversi piani d’altezza, riesco a vedere chiaramente topi giganti correre nel giardino dietro il palazzo. Sono delle vere e proprie pantegane», racconta Edo Agnelli, abitante in via Turri da oltre 41 anni.
«Lo so che sono parole già sentite, però questa una volta era una delle zone più belle di Reggio Emilia, ora è abbandonata a un totale degrado. Mi auguro che a questa faccenda si trovi una soluzione al più presto», conclude il residente. E in effetti, addentrandosi nella zona residenziale, si può notare un evidente grado di disfacimento urbano, tra rifiuti, rottami e bivacchi occasionali.
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