Riscossione coattiva in bilico L’Unione vota lo scioglimento
Alternativa Civica: «Un altro fallimento per l’ente». Palù: «È solo un atto di indirizzo che andrà discusso e ratificato in ogni consiglio comunale»
Val d'Enza. «Un altro fallimento dell'Unione dei Comuni, lo scioglimento del servizio di riscossione coattiva».
Lo afferma Alternativa Civica per Sant'Ilario e Calerno, che punta il dito verso la giunta dell'Unione, che ha recentemente approvato un documento relativo allo scioglimento del Servizio di riscossione coattiva, gestito dall’Unione su delega dei Comuni. «Si tratta – scrive Alternativa Civica in una nota – di una deliberazione assunta in novembre e il termine indicato per lo scioglimento era il primo gennaio 2020. Si tratta di un “fulmine a ciel sereno”, un tema mai discusso nel consiglio dell'Unione, una totale marcia indietro rispetto alla decisione assunta da tutti i comuni nel 2015 di conferire la funzione di riscossione coattiva all’ente».
«Lo scopo del conferimento – prosegue la nota – era ottenere un maggior controllo dell'effettiva riscossione delle entrate e un miglioramento del rapporto entrate dovute-entrate effettivamente riscosse. Il metodo che emerge è quello solito dell’improvvisazione e di una gestione totalmente chiusa all'interno della giunta. Vista l’importanza del tema – aggiungono – per il bilancio dei Comuni e dell’Unione, sarebbe stato indispensabile compiere un’istruttoria approfondita e condivisa, ma la giunta si sente autosufficiente». I consiglieri del gruppo sottolineano come i motivi della decisione «siano totalmente ignoti» e l’argomento «affrontato in termini incomprensibili in due righe contenute nella delibera mentre nel Documento unico di programmazione (Dup) si dice che il Servizio ha ottenuto “risultati molto interessanti”». I consiglieri di Alternativa Civica si chiedono: «Perché, allora, il servizio viene restituito ai Comuni? Sulla base di quali considerazioni?».
«L’evidenza – aggiungono i consiglieri – è che l’Unione dei Comuni è allo sbando, perde pezzi ed è sempre meno credibile come ente intermedio. Gli scandali che hanno colpito la polizia municipale e il servizio minori hanno totalmente delegittimato l’Unione, dimostrando che i sindaci che dovrebbero dirigerla non sono nemmeno in grado di esprimere una minima funzione di controllo. È evidente – sottolineano – la necessità di compiere un bilancio complessivo dell'esperienza dell'Unione, a meno che la maggioranza politica che la governa non voglia continuare a nascondere la testa sotto la sabbia».
La replica del presidente dell’Unione Val d’Enza e sindaco di San Polo, Franco Palù. «L’atto di giunta – afferma – contrariamente a quanto detto dai consiglieri di Alternativa Civica, è solo un atto di indirizzo che andrà discusso ed eventualmente ratificato in ogni consiglio comunale. Da parte mia, come presidente dell’Unione e sindaco di San Polo, dove il servizio di riscossione coattiva funziona bene, mi sento di dire che trovo razionalmente più corretto che gli agenti riscossori siano a contatto col territorio avendo in tal modo una maggiore contezza della realtà. Perciò, nel prossimo consiglio comunale, sosterrò la proposta di scioglimento. Questo non inficia il fatto che i responsabili del servizio degli otto Comuni continueranno a confrontarsi, si atterrano a prassi comuni e a software di riscossione condivisi, così da consentire una continua formazione e mutuo aiuto in caso di necessità. È allo studio – conclude Palù – anche la possibilità di avvalersi, per tutti i Comuni dell’Unione, di un unico studio legale specializzato nell’ambito amministrativo per i sempre possibili ricorsi in tema di riscossione coattiva». —
Da.Al.
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