«Bibbiano da oggi è nostra, è vostra» Il leader Santori carica le Sardine
Tanti interventi dal palco, canzoni, striscioni e pesci colorati «Vinceremo se qui faremo la festa della musica ogni anno»
«Pensate con la vostra testa, non con quella di chi grida più forte» cita un grande striscione bianco a scritte scarlatte portato in piazza Libero Grassi da un gruppo di Sardine. La citazione di Liliana Segre viene accolta con un lungo applauso dai manifestanti riuniti a Bibbiano. Una manifestazione che inizia a popolarsi sin da metà pomeriggio e che subito mostra il suo aspetto più colorato e giocoso.
Man mano che le persone fanno ingresso nella piazza spuntano manifesti, pesci colorati apposti su bastoni, palloncini e cartonati. A poco a poco la folla si riunisce a ritmo di musica intorno a un furgone sul cui cassone i musicisti stanno sistemando gli strumenti che suoneranno per intervallare gli interventi dal palco improvvisato.
Dario Cocci, rappresentante delle sardine di Bibbiano si ritiene soddisfatto della manifestazione: «Finalmente ci stanno ascoltando, grazie alle Sardine la gente di Bibbiano ha potuto far sentire la propria voce». Il giovane bibbianese spiega infatti come la comunità si sia sentita isolata ed esclusa, in balia dei media e delle speculazioni.
«Capita che a volte, se vieni da Bibbiano, ti facciano la battutina, ma non è questo l’importante». Palpabile è la vicinanza tra le due piazze, separate da appena 250 passi. Di tanto in tanto tra i presenti qualcuno chiede: «Hai visto quante persone ci sono di là? Siamo di più noi?».
Dalle transenne Youness Warhou,uno dei coordinatori reggiani delle Sardine, trova appena il tempo per fermarsi: «La piazza è composta da cittadini che sono venuti da tutta la provincia e oltre, è molto importante essere qui per mandare un messaggio di tolleranza».
Nella piazza intanto, i volontari stanno distribuendo alcuni simboli donati dal territorio ai manifestanti. Sotto un gazebo alcune volontarie distribuiscono la Costituzione e delle sciarpe agli studenti delle superiori mentre in alcuni tavoli vicini vengono date bottiglie d’acqua.
Alle 19 la piazza si riempie e hanno inizio i concerti che introducono gli interventi delle Sardine. La platea, che ormai ha occupato tutto lo spazio disponibile e che si è dovuta posizionare anche dietro il palco, intona Bella Ciao che è stato assunto sin dall’inizio del movimento a inno di queste manifestazioni di piazza.
Nello spazio retrostante al palco, circa 200 volontari sono indaffarati a distribuire torte, Parmigiano Reggiano e tè caldo per rendere sopportabili le rigide temperature del giovedì di fine gennaio.
A intervallare i musicisti e gli oratori sul palco, le Sardine invitano a prendere posto in tutta la piazza per una foto scattata con un drone del grande assemblamento di persone. Dopo la foto, fa la comparsa sul palco, accompagnato da Adelmo Cervi, Mattia Santori che non si risparmia nel criticare la piazza opposta: «Credo che i fatti parlino più delle parole, ma soprattutto molto di più dei media. Oggi abbiamo dimostrato ancora una volta che al di là dei numeri che sono inoppugnabili, contino l’idea e la simbologia che stanno dietro a una piazza. Di là c’è una finta festa delle famiglie, una semplice strumentalizzazione a fini elettorali che doveva essere la piazza di tutti».
Parlando poi dell’appuntamento elettorale del 26, Santori afferma: «Noi non vinceremo se si vinceranno le elezioni tra tre giorni. Noi vinceremo se ci sarà una festa della musica a Bibbiano ogni anno. Se lasceremo sola questa comunità ci diranno che abbiamo fatto come Salvini, che è passato e se ne è andato. Ma noi siamo diversi».
Il leader conclude marcando il territorio: «Bibbiano da oggi è nostra – poi si corregge – è vostra». —
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