Gazzetta di Reggio

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castellarano, il processo 

Carabinieri aggrediti all’interno di un locale Operaio patteggia

T.S.

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CASTELLARANO. Tramite l’avvocato difensore Andrea Mazzacani, l’operaio 45enne Gianluca Maioli ha ottenuto ieri il patteggiamento per quanto combinato in un bar – il 28 dicembre scorso – e costatogli l’arresto per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale (uno dei carabinieri intervenuti era stato medicato in ospedale e dimesso con una prognosi di cinque giorni). Il giudice Silvia Guareschi – ieri in tribunale a Reggio Emilia – ha avallato l’entità del patteggiamento, in precedenza concordato dall’avvocato Mazzacani con il pm Marco Marano (titolare dell’inchiesta). Otto mesi di reclusione, ma con pena sospesa: si è chiusa così la vicenda giudiziaria del 45enne.

Era stato un sabato sera ad alta tensione in un bar di Castellarano, a causa di quel cliente ubriaco che comincia ad andare in escandescenze urlando, sputando e minacciando gli avventori. In una situazione simile l’unica “salvezza” è chiamare i carabinieri, da qui la telefonata al 112. Ma con l’arrivo dei militari – una pattuglia della stazione di Baiso, poco dopo le 22.30 – le cose addirittura si complicano, perché il cliente che ha alzato il gomito se la prende pure con i carabinieri: sputi, minacce di morte per poi passare alle vie di fatto, cioè cercando di colpirli per fare del male. Non riesce a centrare con una testata un militare – rapido nello schivare l’aggressione – ma ce la fa invece a colpire con uno schiaffo un altro carabiniere. È talmente scatenato che solo con la forza viene bloccato quest’uomo, con l’obiettivo ovviamente di portarlo poi in caserma a Castelnovo Monti. Ma non è finita qui, perché anche dentro gli uffici continua lo “show” a base sempre di sputi e minacce di morte. Ci vorrà del tempo per metterlo calmo e, alla luce dei fatti, scatta l’arresto.

Smaltita la sbornia, Maioli rinsavisce e si scusa subito con i militari.

Lo farà anche davanti al giudice: chiede nuovamente scusa a tutti, anche se non si ricorda nulla di quanto combinato perché a monte c’è stato l’uso smodato di alcolici. —

T.S.

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