Ex militare molesta un’universitaria con telefonate a sfondo sessuale
La 21enne blocca il numero e trova sul web casi analoghi Condannato l’imputato 60enne, dovrà risarcire la giovane
Un risveglio da shock per una studentessa universitaria fuori sede ventunenne che il 15 giugno di due anni fa aveva ricevuto tre telefonate sul proprio telefonino con pesanti allusioni sessuali.
Una vicenda che è stata ricostruita ieri nel processo che vede sotto accusa un ex militare 60enne d’origine siciliana.
BLOCCATO IL NUMERO
A lui gli inquirenti sono arrivati perché dopo le tre telefonate arrivatele a bruciapelo, la studentessa ha bloccato il numero in entrata, riuscendo poi addirittura a dare un volto al suo molestatore.
Le telefonate erano arrivate in successione: alle 7.58, alle 8 e alle 8.01.
Una voce completamente sconosciuta per la giovane universitaria – con la famiglia vive altrove, ma studia nel nostro ateneo – che rimane inizialmente “gelata” da quelle parole morbose.
Poi la reazione, con il numero telefonico stoppato in entrata e il tentativo di tutelarsi, cercando di capire chi l’aveva presa di mira.
E la risposta le arriva facendo ricerche su Internet, perché altre persone sono state molestate da quell’anonimo che si cela dietro ad un numero di telefono. «Attenzione è un molestatore» l’avvertimento che l’universitaria trova sul web, da qui la mossa di denunciare il tutto.
E la Procura arriva a dare un volto a quel numero telefonico: si tratta di Alfio Giuseppe Zirilli, 60 anni, con precedenti penali ed un passato da militare.
LA DISCUSSIONE
Ieri dell’imputato nemmeno l’ombra in aula: dovrebbe vivere a Randazzo (Catania), ma non vi sono certezze e non si esclude che nel 2018 fosse nel Reggiano.
Comunque il 60enne è difeso d’ufficio dall’avvocato Andrea Davoli. Il pm Eletta Sassi non ha dubbi: «Quelle tre telefonate avevano un chiaro intento molesto – rimarca nella requisitoria – come è stato chiarito che l’utenza telefonica apparteneva all’imputato. Allusioni sessuali da uno sconosciuto, in forma anonima, che avevano turbato non poco la giovane». Da qui la richiesta di 500 euro d’ammenda.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’avvocato bolognese Andrea Permunian che tutela l’universitaria costituitasi parte civile. La giovane non è presente in udienza, parla comunque il suo legale: «Non è stata certo una bella esperienza e la mia assistita ha voluto che fosse perseguito quest’uomo».
E al giudice Giovanni Ghini viene inoltrata per iscritto la richiesta risarcitoria.
La difesa insiste sulla tenuità del fatto, non nascondendo che l’imputato abbia dei precedenti in tal senso. Il giudice Ghini condanna l’ex militare a 600 euro di multa nonché al pagamento di 3mila euro alla parte civile. —
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