Massenzatico saluta Sandro «Uomo dal grande cuore»
Una folla commossa di amici e parenti ha accolto il feretro davanti alla chiesa Don Luciano: «Una persona portata a fare del bene, germoglierà il suo amore»
Una folla commossa si è radunata ieri mattina davanti al piazzale della chiesa di Massenzatico, per dare l’estremo saluto ad Alessandro Santini, noto a tutti come Sandro, che ha perso la vita la scorsa settimana, a causa di un incidente sul lavoro avvenuto alla Cantina sociale di via Beethoven, dove lavorava da nove anni come stimato cantiniere.
Un’intera comunità, fatta di amici, colleghi e semplici conoscenti ha presenziato alle esequie per abbracciare la famiglia Santini, chiusa in un dolore insopportabile. Il corteo funebre partito dalla Casa funeraria Reverberi di via Terenzin e diretta alla parrocchia di San Donnino Martire di Massenzatico, prima di giungere in paese ha fatto sosta a Pratofontana, dove l’uomo viveva.
Il feretro, seguito dalle lacrime e dall’affetto della moglie Barbara, dei tre figli Laura, Letizia e Fabio, di papà Isidoro, mamma Liliana, del fratello Gianluca, di tutti i famigliari e amici più intimi, è stato accolto sul sagrato da centinaia di persone raccolte in un silenzio assoluto.
La bara trasportata ai piedi dell’altare, neanche per un secondo è mancata di essere circondata dall’affetto dei presenti: la chiesa, infatti, era già stipata di uomini, donne, bambini e ragazzi, compagni di classe dei figli.
Per il tempo della messa gli spazi della parrocchia si sono riempiti solo delle parole di don Luciano Pirondini, che ha proceduto alla benedizione, dopo alcune frasi di rito. Troppa la sofferenza di parenti e amici per trovare voce ed esprimere sentimenti specchio di una realtà che faticano a credere.
E proprio don Luciano ha cercato di infondere speranza: «Dobbiamo avere la forza di guardare al domani e accettare quanto ora non siamo in grado di comprendere. Sandro era una persona portata a fare del bene, per questo se oggi non troviamo risposte, solo in futuro raccoglieremo i germogli dell’amore che lui ha seminato».
Tante le vespe parcheggiate sul sagrato, a ricordare la grande passione del 51enne: «Con la sua solita calma e precisione passava ore a sistemare e collaudare cinquantini. Un amore che condivideva con il fratello e che ha trasmesso anche al piccolo Fabio».
Una commozione dolorosa che coinvolge anche i colleghi, i quali non riescono a capacitarsi dell’accaduto, riuscendo solo a dire: «Non ci sono parole. Sandro era certo un grande lavoratore, ma prima di tutto un uomo dal cuore immenso. Non si fermava mai ed era sempre pronto ad aiutare con il sorriso sul volto».
Conclusasi la cerimonia, il lungo corteo ha ripreso il cammino verso il cimitero locale, per non lasciare Sandro solo fino all’ultimo. —
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