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Pecchini invia il libro al papa e Francesco lo ringrazia

Alessandro Zelioli
Pecchini invia il libro al papa e Francesco lo ringrazia

Il volume sui primi martiri cristiani è dedicato al figlio Vittore, morto in estate. Bergoglio risponde con una lettera struggente ed empatica  

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MONTECCHIO. Si è rinnovato lo scambio epistolare tra lo scrittore montecchiese Luigi Pecchini e papa Francesco. Il novantenne poeta e storico montecchiese ha spedito al pontefice argentino la sua ultima fatica editoriale, ricevendone in cambio una struggente testimonianza di vicinanza.

“I primi martiri del Cristianesimo: dalle origini all’Editto di Costantino (313 d.c.)”, edito da Gianni Bizzocchi Editore, è stato molto gradito dal pontefice, anche perché segna un punto a favore dello storico montecchiese, che ha ricostruito la cronologia dei martiri cristiani in un lavoro inedito.

I dettagli raccontati in questo libro di poco meno di settanta pagine portano chi lo legge a scoprire figure poco note al di fuori degli ambienti ecclesiastici; personaggi che hanno avuto ruoli importanti nella storia della religione cristiana. Stessa impressione deve aver avuto papa Francesco che, per mano dell’assessore alla Segreteria di Stato vaticana, monsignor Roberto Cona, ha risposto entusiasta per l’omaggio e i contenuti del libro. Senza dimenticare che Pecchini ha dedicato il libro a suo figlio Vittore, scomparso in estate, lasciando un grande vuoto nella famiglia montecchiese. Proprio su quella dedica si è soffermato papa Bergoglio, dicendosi «spiritualmente vicino a quanti vivono particolari momenti di prova e di afflizione», e facendo così giungere a Pecchini e alla sua famiglia «una parola di conforto» con l’ esortazione «a fissare lo sguardo di Cristo risorto, vincitore della morte e sorgente di ogni consolazione». La lettera del pontefice si conclude con l’esortazione ad affidare «all’infinita misericordia di Dio il caro Vittore», assicurando «la preghiera di suffragio e, in pegno di pace e cristiana serenità, a lui e ai familiari, la confortante benedizione».

Una lettera che ha commosso Pecchini, il quale non ha tuttavia smesso di dedicarsi alle sue passioni e alle ricerche storiche.

Lo scambio epistolare tra Luigi Pecchini e il Vaticano era iniziato qualche anno fa con l’invio di un precedente libro, sempre donato a papa Bergoglio. —

Alessandro Zelioli

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