Gazzetta di Reggio

Reggio

Salvini fa parlare mamme e papà: «I protagonisti stasera sono loro»

Roberto Fontanili

Poi la stoccata: «C’è chi abusa dei bambini per soldi e qualcuno da queste parti dovrebbe sapere qualcosa» 

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A Bibbiano solo per parlare esclusivamente di Bibbiano e dell’inchiesta “Angeli e demoni”. La regia e la scelta del tema della manifestazione di ieri da parte di Matteo Salvini è apparsa subito chiara. Dalla scelta di far campeggiare sul rosso fondale del palco di piazza della Repubblica non il simbolo della Lega ma solo la grande scritta “Giù le mani dai bambini”, alla scaletta della manifestazione che ha previsto la testimonianza di cinque genitori che hanno raccontato dei bambini che sono stati loro tolti dai sevizi sociali. Presentati uno ad uno dall’ex ministro della famiglia del governo gialloverde Locatelli, senza filtri o il timore di esporre in pubblico vicende dolorose con tanto di nome e cognome.

Unica eccezione la presenza sul palco di Paola, la mamma del piccolo Tommaso Onofri che Salvini ha voluto presentare personalmente. Poche le sue parole, «lasciate stare Tommy», dette rivolgendosi a chi l’aveva tirata in ballo nella inchiesta “Angeli e demoni” e per esprimere il suo dolore per la concessione di un permesso premio ad uno di coloro che ha definito «gli assassini di mio figlio».

A togliere ogni dubbio sul taglio della serata, a cui si è sottratta solo in parte il candidato del centrodestra Lucia Borgonzoni, sono state le prime parole di Matteo Salvini che ha esordito dicendo: «Questa non è una serata di partito, ma una serata su un tema che dovrebbe unire tutti. I protagonisti sono i bambini e i genitori che hanno subito delle ingiustizie» per poi invitare la piazza «ad accoglierli con affetto».

E la piazza lo ha fatto ascoltando con attenzione e partecipazione, accompagnando con gli applausi e qualche sporadico coro «vergogna, vergogna» storie dolorose e vicende con un solo colpevole: i servizi sociali e il sistema degli affidi. Della Val d’Enza ma non solo perché, come ha detto lo stesso Salvini, «in piazza sono presenti centinaia di genitori e nonni provenienti da tutta Italia». Compreso il comitato “Famiglia e vita” che fin dalle 16 ha presidiato la piazza con cartelli e striscioni per denunciare un sistema «che prevede il rapimento di Stato dei minori» e chiedere l’eliminazione del Tribunale minorili e una nuova legge sugli affidi.

Ma la piazza voleva ascoltare soprattutto Salvini, tanto che più di una persona rimasta sconcertata dalla poche parole pronunciate dal segretario della Lega si rivolgeva al vicino chiedendo «ma non parla più?».

Invece Salvini alla fine ha ripreso la parola partendo proprio dal fatto che «stasera in Italia ci sono 26mila bambini che sono lontani dalla loro famiglia. In diversi casi con motivi più che giustificati, ma se anche uno solo è stato sottratto ingiustamente è doveroso riportalo a casa». Una premessa per ribadire che «è necessario unire le forze per la salvaguardia della famiglia e delle mamme e dei papà e non genitori 1 e 2» per poi virare sulla lotta alla droga sottolineando tra gli applausi che «gli spacciatori vanno cancellati dalla faccia della terra con le buone o le cattive» e accusando la ‘ndrangheta di «spacciare dosi di droga davanti alle scuole». Poi ha concluso, prima di lasciare la parola a Lucia Borgonzoni: «C’è da rivedere la Giustizia e le norme sull’affido condiviso» e ribadito che «per quanto è accaduto in Val d’Enza qualcuno deve pagare perché i bambini sono stati vittime di chi ha speculato su di loro». Poi, l’ultima stoccata: «Ci sono diavoli che abusano dei bambini per fare soldi e qualcuno da queste parti dovrebbe saperne qualcosa». —



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