Gazzetta di Reggio

Reggio

COINVOLTA ANCHE UNA SOCIETÀ REGGIANA 

Traffico internazionale di pannelli solari Indagate 93 persone

Am.P.

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REGGIO EMILIA. “Resuscitavano” pannelli fotovoltaici desueti: anziché affidarli alle ditte di smaltimento per lo smontaggio delle varie componenti, grazie a false etichette e falsi documenti i pannelli diventavano commerciabili ed esportabili. In tal modo un’organizzazione criminale intascava sia l’incentivo per la dismissione e l’acquisto di pannelli di ultima generazione, sia i proventi della vendita, scaricando in Africa (Burkina Faso, Mauritania e Senegal) montagne di rifiuti pericolosi e inutilizzabili travestiti da apparecchi elettronici usati. È coinvolta anche una società di Reggio nella maxi operazione scattata in tutta Italia per traffico internazionale di rifiuti elettronici, che ha portato i carabinieri del Noe di Perugia, coordinati dalla Dda di Perugia, a indagare 93 persone, di cui sette arrestate e 17 sottoposte a misure cautelari più leggere (dall’obbligo di dimora a quello di firma). Per tutti l’accusa, a vario titolo, è di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, riciclaggio, autoriciclaggio, contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi. Ieri all’alba sono scattati i sigilli per dodici società, per un valore di circa 40 milioni di euro. Tutto è partito da un sequestro avvenuto nel 2016 di oltre 300 tonnellate di rifiuti in una azienda di Gualdo Tadino; nel capannone della ditta sono stati rinvenuti anche pannelli fotovoltaici accompagnati da una documentazione fasulla. Ci sono voluti ben tre anni per ricostruire la girandola di società e il metodo dei trafficanti. —

Am.P.

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