Un protocollo sperimentale per riaprire i punti nascita
Castelnovo Monti, l’esito del summit svolto ieri in Regione con la sottosegretaria alla Salute Zampa Il ministero si pronuncerà entro 60 giorni. La protesta di Fi: «Uno spot elettorale»
CASTELNOVO MONTI. Via al protocollo per riaprire i punti nascita. Lo ha predisposto la Regione in forma sperimentale da inviare al ministero della Salute che dovrà esprimersi in merito entro i prossimi 60 giorni. È questo l’esito del summit sul tema convocato dal governatore Stefano Bonaccini, presenti l’assessore regionale alla Salute, Sergio Venturi, la sottosegretaria di Stato alla Salute, Sandra Zampa,e i sindaci dei comuni interessati dalla chiusura dei punti nascita: oltre a Castelnovo Monti, Alto Reno Terme (Bo), Pavullo nel Frignano (Mo) e Borgo Val di Taro (Pr).. Non un “coup de théâtre” come qualcuno si sarebbe aspettato a poco più di 24 ore dalla chiusura della campagna elettorale (alle 24 di oggi), ma qualcosa che, dall’ente di via Aldo Moro a Bologna, annunciano come decisivo: «Le donne in gravidanza e senza alcuna complicazione potranno tornare a partorire nei punti nascita montani dell’Emilia-Romagna – scrivono, infatti, dalla Regione –. Abbiamo predisposto un protocollo sperimentale da inviare al ministero della Salute che prevede il rapido avvio di un percorso – protetto e sicuro – per consentire a un largo campione di donne, su base volontaria, di partorire nei 4 punti nascita di montagna».
Le candidate.«Per garantire la sicurezza delle mamme, dei nascituri e degli operatori sanitari, potranno accedere al protocollo donne senza precedenti di gravidanze complicate, gravidanze a rischio, complicanze post partum materno-infantili; donne con gravidanze fisiologiche fino al termine e controlli in gravidanza espletati. Le donne incinte verranno inserite nel protocollo su base volontaria. Verrà effettuato un confronto costante con i parti espletati in centri tutt’ora in funzione, tenendo come riferimento le partorienti che presentano le stesse caratteristiche descritte per l’inserimento nel protocollo sperimentale». Hanno espresso soddisfazione per la proposta presentata i sindaci Enrico Bini per Castelnovo Monti, Giuseppe Nanni (Alto Reno Terme), Luciano Biolchini (Pavullo nel Frignano) e Diego Rossi (Borgo Val di Taro).
La protesta. A gridare allo «spot elettorale», mettendo in scena una vera e propria protesta davanti alla sede della Regione durante il summit, sono stati gli esponenti di Forza Italia.«Chiediamo da anni che vengano riaperti i punti nascita come quelli di Pavullo, Castelnovo Monti e Borgo Val di Taro – ha dichiarato la deputata emiliana di Forza Italia Benedetta Fiorini – Bonaccini nel corso del suo mandato da presidente di Regione ha chiuso i punti nascita nei centri appenninici e adesso, a un giorno dalla fine della campagna elettorale, fa finta di volerli riaprire. Vergogna!».
Questo mentre in viale Aldo Moro carabinieri, agenti della Digos e persino soldati venivano chiamati a intervenire per riportare alla ragione il consigliere regionale di Fi, Andrea Galli, impegnato in un volantinaggio di protesta con un camion-vela di fronte all’ingresso della Regione e il manifesto con Bonaccini con il naso da Pinocchio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
