«Dal legale a mie spese per avere risposte più celeri»
Il sindaco spiega perché non ha avviato atti formali per avere la consulenza E attacca: «Non comprendo lo stupore, la strada dell’amministrazione è chiara»
CADELBOSCO SOPRA. «Prima sono stato accusato di non voler ascoltare i cittadini. Ora che, proprio per dare risposte celeri, mi sono rivolto personalmente a un legale, superando le lungaggini burocratiche amministrative, non va comunque bene. A questo punto sono io a farmi delle domande».
LA REPLICA
Non ci sta il sindaco Luigi Bellaria a lasciar correre rispetto alle ultime prese di posizione del comitato “Aria Pulita” sulla vicenda ex Kis.
«Fin da subito sono stato chiaro con il comitato, rispetto ai passaggi formali che devono essere compiuti, e per i quali servono settimane. Quindi proprio non comprendo lo stupore delle ultime ore – afferma in una nota – Ma un conto sono i passaggi burocratici, un altro sono la volontà dell’amministrazione e la sostanza delle cose. La strada indicata sulla ex Kis dalla mia amministrazione è chiara, e il fatto che proprio a spese mie sia andato dal legale ne è la riprova: se non avessi voluto fare quello che invece ho annunciato, non sarei andato così rapidamente da un avvocato e non avrei usato risorse mie. E poi c’è la sostanza, ossia gli aspetti tecnici, già spiegati e che sono di dominio pubblico». In sostanza – spiega il sindaco – da un lato ci sono le procedure che il Comune deve attuare e che richiedono tempo, ma dall’altro c’è un indirizzo ben chiaro. «Il comitato è a conoscenza dei contenuti del parere legale che per le vie brevi ho già acquisito – continua Bellaria – e ne è a conoscenza perché lo ha visto. E su quel percorso ci stiamo muovendo. Quindi, evitiamo, per favore, di ingenerare confusione su una vicenda rispetto alla quale il paese va invece riappacificato».
LA lunga DISPUTA
La disputa tra l’amministrazione comunale, il comitato “Aria Pulita” e il gruppo di minoranza “Cadelbosco per tutti”, sulla realizzazione del nuovo insediamento industriale a Zurco, non accenna a placarsi. Un escalation di polemiche e di “botta e risposta” che dura da quasi tre mesi. L’oggetto della discordia è sempre l’ex Kis: da un lato il comitato “Aria Pulita”, dopo aver saputo dal capogruppo di minoranza Marino Zani della convenzione relativa alla valutazione preventiva, firmata da Comune, società San Valentino, proprietaria dell’area industriale e dalla multinazionale spagnola, nel consiglio comunale del 11 settembre, ha mobilitato la popolazione per impedire la costruzione del sito produttivo. Il 25 novembre scorso alla sala “Gemmi” si è svolta una prima assemblea dove comitato e gruppo di opposizione hanno messo in guardia i cittadini sui presunti pericoli che gli atomizzatori avrebbero potuto causare alla salute pubblica. Il 9 dicembre successivo, c’è stata la “contro-assemblea”, organizzata dall’amministrazione comunale dove il sindaco Bellaria, il responsabile dell’ufficio tecnico comunale e due tecnici della ditta costruttrice di atomizzatori, hanno illustrato il progetto. Che a cittadini e comitato non è piaciuto, tanto da far partire una petizione popolare. Il 21 dicembre, davanti al municipio si è svolta una manifestazione popolare durante la quale è iniziata la raccolta di firme e il 10 gennaio, sempre alla sala “Gemmi”, si è tenuta una nuova caldissima assemblea di “Aria Pulita” e del gruppo di opposizione, per fare il punto della situazione e il giorno successivo, il presidente del comitato Claudio Giacca ha consegnato un faldone con 2.250 firme al sindaco.
La svolta il 16 gennaio, a “L’Altro Teatro”, nel corso di un incontro elettorale organizzato dal circolo Pd, dove il segretario provinciale del Pd Andrea Costa ha annunciato «la sospensione dell’iter autorizzatorio relativamente al permesso di costruire». Una “notizia” che il comitato ha accolto con riserva. Nei giorni successivi è stato Bellaria a fare riferimento a un parere legale per l’azzeramento della pratica ex Kis, ma il comitato non fidandosi, ha chiesto a gran voce «fatti concreti».
L’ultimo passaggio della vicenda l’ha fatto il presidente del comitato che con un accesso agli atti richiesto dal gruppo di minoranza “Cadelbosco per tutti”, è venuto a sapere che l’amministrazione non ha dato alcun incarico formale a un avvocato ma che ciò che ha in mano il sindaco è un parere del proprio legale. Ora la spiegazione del sindaco. —
M.P.
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