«È una vicenda terribile siamo vicini alla famiglia»
REGGIO EMILIA. «Una tragedia, un fatto stranissimo e straziante. I Bance sono delle bravissime persone, mi dispiace davvero per loro».
Nicola Morabito, agente carcerario in pensione, residente nella palazzina di via Montefiorino 4 a pochi passi dal supermercato NaturaSì, ieri stava uscendo di casa con un giovane familiare che portava a braccio una culla («è mio nipote») ed è stato, quindi, particolarmente toccato dal lutto che ha colpito la famiglia che vive nell’appartamento accanto al suo.
Diversi residenti, ieri di buon mattino, hanno assistito al viavai di medici, infermieri e volontari della Croce Verde, oltre ai carabinieri della compagnia di Reggio Emilia, apprendendo solo in seguito del decesso della bimba di appena trenta giorni.
Il passaparola si è sparso in un baleno, in un orario in cui la maggior parte dei reggiani esce di casa e corre al lavoro.
Il capofamiglia è arrivato in Italia dal Burkina Faso ben diciotto anni fa, facendosi raggiungere – man mano che le condizioni economiche glielo consentivano – dai figli nati dal primo matrimonio, sposandosi una seconda volta e prendendo la residenza in quell’appartamento in affitto in zona ospedale nel 2006. Il nucleo familiare numeroso è descritto da tutti i conoscenti come «gente tranquilla, educata, onesta. Niente da dire. Quando nelle assemblee condominiali si danno indicazioni di comportamento, loro si adeguano subito come tutti gli altri».
Nell’andirivieni su e giù per la scale i vicini vedono soprattutto i due figli piccoli, accompagnati spesso dai fratelli maggiori. «Il papà si vede poco perché, lavorando come operaio metalmeccanico, fa per lo più i turni di notte, forse per guadagnare di più, mentre la mamma è casalinga e in questo periodo ovviamente non usciva molto: era troppo impegnata con l’ultima nata». —
Am.P.
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