Gli anarchici ricordano “la strage di Stato” dopo cinquant’anni
REGGIO EMILIA. “La strage di stato” è il titolo di un fortunatisimo pamphlet che denunciò le trame occulte ordite intorno all’eccidio di piazza Fontana, con il quale si aprì, il 12 dicembre 1969, la cosiddetta strategia della tensione. È appena trascorso il cinquantenario e gli anarchici, che si definiscono «i dimenticati che non dimenticano», non vogliono perdere l’occasione di rinverdire la memoria di tante vittime in onore dei loro compagni Pietro Valpreda, ingiustamente incriminato, e Giuseppe Pinelli, precipitato da una finestra della questura di Milano.
Se ne parlerà oggi alle 17 al circolo Berneri, in via Don Minzoni, in un incontro organizzato dalla Federazione anarchica reggiana insieme a Pollicino Gnus e Piccola biblioteca comune di Casa Bettola.
Interverranno lo studioso Franco Schirone, autore di vari libri su Pinelli e sulla controinformazione di quegli anni, e Claudia Pinelli, che porterà una significativa testimonianza sulla personalità di suo padre Giuseppe. Subito dopo verrà proiettato il video a lui dedicato da Ascanio Celestini con le immagini di “Tre ipotesi sulla morte di G. Pinelli” di Elio Petri. All'interno della sala verrà allestita una mostra di libri, manifesti e volantini su piazza Fontana e la controinformazione.
Alle 20 si terrà una cena sociale. «Riteniamo necessario – spiegano gli anarchici – continuare il confronto per esaminare la strategia della tensione attraverso la quale il potere si è adoperato in maniera puntuale per fermare le lotte operaie e studentesche di quel tempo. Prenderemo in esame la criminalizzazione del movimento anarchico e la politica delle bombe messe dai fascisti pilotati dai servizi segreti». —
L.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
