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Iren scende fino in Irpinia e si compra il ramo Sidigas

E.L.T.
Iren scende fino in Irpinia e si compra il ramo Sidigas

La società campana è in crisi e quella reggiana si accaparra altre 55mila utenze Intanto il titolo a Piazza Affari è salito verso il massimo storico attorno ai 3 euro

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REGGIO EMILIA. Iren si compra il ramo gas di Sidigas. Passo dopo passo la società dell’energia e dei rifiuti partecipata dai comuni reggiani sta allargando il suo perimetro in Italia anche fuori dai territori di elezione concentrati sul centro-nord. Perso il boccone grosso, Sorgenia, Iren sta continuando infatti a condensare attorno a sè altri piccoli e medi operatori del gas sparsi in giro per lo stivale, in attesa di prendersi Cva, la società della regione Valle d’Aosta sulla quale punta forte da mesi.

Via libera intanto da Sidigas all’offerta vincolante presentata da Iren sul ramo d’azienda attivo nella vendita di gas naturale. Si tratta di 55mila utenze, per il 95% domestiche, in 78 comuni dell’Irpinia, prevalentemente nella provincia di Avellino, territorio già presidiato nella vicina Salerno tramite la partecipazione nella Salerno Energia e Vendita (Sev) e gli impianti della centrale idroelettrica derivante dall’operazione con Edipower nel 2013 a Tusciano.

Sidigas e Iren hanno concordato intanto un periodo di esclusiva per finalizzare l’operazione che, spiegano il presidente di Iren Renato Boero e l’amministratore delegato Massimilano Bianco, «permetterà al gruppo di aumentare la propria base clienti, di sviluppare ulteriormente la strategia commerciale national approvata nel recente piano industriale e di rafforzare il ruolo di fornitore di servizi per il cittadino nella provincia di Avellino ed in tutto il Centro-Sud Italia». L’operazione, che si colloca nell’ambito di un complessivo piano di soluzione della crisi del Gruppo Sidigas, è subordinata al verificarsi di alcune condizioni sospensive (tra le quali l’omologa dell’accordo di ristrutturazione dei debiti), verificatesi le quali il ramo d’azienda – nel frattempo conferito in un veicolo societario di nuova costituzione (una newco) – sarà acquisito da una società controllata da Iren. Le acquisizioni non si fermeranno qui, compresi i comparti energia e rifiuti in capo a Iren, che dopo non essere riuscita a comparsi Sorgenia ha visto schizzare il suo titolo in Borsa verso il massimo storico, vicino ormai ai 3 euro per azione. Come dire che gli investitori hanno premiato questa esclusione, che portava in pancia moderne centrali a gas e clienti, ma anche 700 milioni di debiti. Le banche hanno deciso infatti di vendere Sorgenia a F2i. Decisione assunta dal cda di Sorgenia Holding, veicolo controllato da Mps, Banco Bpm, Ubi e Unicredit, a cui fa capo il 100% del gruppo energetico. Sul tavolo degli advisor c’erano quattro proposte per la società: da F2i (che agisce in cordata con Asterion), da A2A-Eph, da Iren e dagli inglesi di Contourglobal. Il progetto del fondo infrastrutturale, che punta a creare un polo energetico apportando impianti eolici e centrali a biomasse, si è rivelato quello vincente. Raggiunto questo accordo le parti stanno ora arrivando al closing entro la fine del mese. Altro investimento recente è stato fatto nel dicembre scorso da Iren tramite la controllata Ambiente, che si era aggiudicata la procedura indetta da Amiu Genova per l’affidamento della concessione del project financing per a costruzione e gestione di un impianto di trattamento meccanico – biologico del rifiuto residuo urbano. Un investimento da 42 milioni di euro. —

E.L.T.

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