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blitz dei carabinieri in via turri 

Arrestato un reggiano mentre spaccia droga nella zona della stazione

T.S.
Arrestato un reggiano mentre spaccia droga nella zona della stazione

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REGGIO EMILIA. Per i carabinieri che l’hanno arrestato non vi sono dubbi che sia uno spacciatore, mentre il 43enne Francesco Amata replica all’accusa poche ore dopo in aula, dicendo di essere un tossicodipendente che non vende però droga.

Tutto comincia venerdì intorno alle 17.30 in via Turri. Una pattuglia della sezione radiomobile dell’Arma nota due persone intente in uno “scambio”. I due vengono subito identificati e in tasca il 43enne ha una scatola con all’interno oltre 5 grammi di allucinogeni e più di 2 grammi di hascisc, inoltre dal suo zaino spunta anche un bilancino di precisione utilizzato per la pesatura delle dosi e un telefonino che per i carabinieri Amata usa per i contatti con gli acquirenti. Inevitabile, perciò, la perquisizione nell’abitazione e lì viene trovato un altro bilancino di precisione. Accertamenti dei carabinieri – coordinati dal pm Marco Marano – che portano all’arresto dell’uomo (viene messo ai domiciliari) e al sequestro della droga e di quanto rinvenuto.

Ieri mattina, in tribunale, il 43enne – che ha una pensione d’invalidità – dice di non aver mai spacciato in vita sua e di essere un costante consumatore di droga, più volte al giorno e di diverse sostanze. Giustifica così i due bilancini di precisione: quello trovato in casa sua è rotto, mentre quello dentro lo zaino lo porta sempre con sè perché vuole verificare il peso della droga che compra, in quanto è stato ingannato dagli spacciatori e si è stufato di “regalare” soldi. Aggiunge, a suo discarico, che in casa non hanno individuato droga, soldi e nemmeno materiale per il confezionamento delle dosi. Relativamente alla misura cautelare il pm Marano chiede l’obbligo di firma, mentre l’avvocato difensore Francesco Tazzari punta sulla rimessione in libertà o in subordine l’obbligo di firma. Sarà quest’ultima la misura applicata dal giudice Sarah Iusto: tre volte al giorno in caserma. Il 20 febbraio si terrà il processo. —

T.S.

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