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Quattro Castella, dieci anni ostaggio del degrado: la protesta di un intero borgo

Quattro Castella, dieci anni ostaggio del degrado: la protesta di un intero borgo

Dopo una maxi-bonifica nel 2014, la situazione in via Lenin è via via peggiorata. Un residente: «Nessun aiuto». Il vicesindaco: «Ci stiamo lavorando. Verificherò»

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QUATTRO CASTELLA. Una situazione difficile, e su più fronti, quello della sicurezza dei residenti, che non può prescindere dalla bonifica dei luoghi, e quello economico e sanitario di una singola persona che vive da anni nella marginalità e nell’isolamento che, voluto o meno, finisce per incidere fortemente sulle condizioni di vita di diverse altre persone che le abitano accanto.

Parliamo del borgo di via Lenin, nei pressi del civico 69, già più volte negli anni – dal 2014, quando si diede luogo a una grande operazione di bonifica – balzato agli “onori” della cronaca per la situazione di estremo degrado in cui versa a causa della fatiscenza, in particolare, di un’abitazione dove continua a risiedere, in condizioni molto precarie, una delle due proprietarie, due sorelle di Quattro Castella, la cui situazione è da tempo presente ai servizi del Comune.

«Sono quasi 10 anni – spiega Massimo Bertolini, uno dei residenti del borgo, esasperato e che dice di parlare anche per conto dei vicini –. Possibile che in tutto questo tempo un’amministrazione comunale non sia in grado di raggiungere alcun risultato? Abbiamo continuato a dialogare con le diverse amministrazioni, prima quella targata Tagliavini e ora quella targata Olmi, al quale io stesso ho chiesto di recente un incontro per trovare una soluzione sia per noi che per la signora, che sicuramente andrebbe aiutata. Tante parole, atti, scritti... Ma nessun aiuto e supporto concreto. La situazione è via via peggiorata di anno in anno».

Quali siano i rischi avvertiti dai residenti, Bertolini lo spiega in pochi punti. «L’edificio (di cui è stata dichiarata l’inagibilità nel giugno 2018 dopo il crollo del tetto, ndr) non è stato ancora messo in sicurezza e può crollare causando danni ad altre abitazioni – spiega – o a cose e persone che transitino nelle vicinanze. Tanto che, da due anni, due famiglie non possono utilizzare i loro cortili; una neppure il garage, e l’altra rischia gli crolli addosso qualcosa ogni volta che entra in casa. Una terza famiglia per rincasare è costretta a passare su un’altra proprietà, senza averne diritto. Una persona anziana, immobilizzata a letto, corre il rischio di vedersi crollare addosso la casa. La proprietaria della casa a rischio non cura il verde, che negli anni è diventato una giungla, e “alleva”, senza controllarne il numero e pulire, gatti, galline e oche che sono perennemente a spasso per i nostri cortili, portandosi dietro topi e ratti. I cani li alleva in gabbia, al buio: si riproducono senza controllo. È allucinante».

«La situazione ci è nota – conferma il vicesindaco con delega anche all’Urbanistica, Ivens Chiesi –. Ho incontrato le due signore all’inizio di novembre assieme al responsabile dei servizi sociali, al quale ho dato mandato di intraprendere un percorso che ne valutasse le necessità, anche economiche, per realizzare un supporto adeguato fatto anche di una rete di volontariato. Le due sorelle si sono rese disponibili. Il pericolo crolli? L’area è stata ben delimitata».

Non si può, tuttavia, ignorare la situazione di estremo disagio vissuta dai residenti del borgo. Ne è consapevole il vicesindaco, che aggiunge: «Verificherò di persona quali passi sono stati intrapresi da novembre ad ora».

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