Posata la pietra d’inciampo in memoria di Adolfo Rossi
Originario di Coviolo, morì a 20 anni nei campi di prigionia di Emmerthal Hameln Il cubo d’ottone rialzato è stato installato in via Oliviero Ruozzi 25, dove viveva
Arrivano in città le nuove pietre d’inciampo del 2020. Dopo otto pose divise equamente fra Villa Minozzo e Novellara, nel pomeriggio di ieri l’istituto storico Istoreco ha curato la sistemazione di una nuova pietra d’inciampo nel territorio di Reggio Emilia.
Alle 15, il piccolo monumento collettivo è stato sistemato a Coviolo, in via Oliviero Ruozzi 25, dedicato alla memoria di Adolfo Rossi. Originario di Coviolo, impegnato come mezzadro in un podere di Coviolo, Rossi è morto a 20 anni nel complesso di campi di prigionia e lavoro di Emmerthal Hameln, in Germania, il 18 aprile del 1944.
All’inizio del conflitto mondiale era stato arruolato nell’esercito italiano, ritrovatosi senza una guida dopo l’armistizio del 1943. Rossi, dislocato col suo reparto a Verona, viene catturato nella città veneta proprio l’8 settembre 1943, il giorno della firma dell’armistizio.
Come centinaia di migliaia di suoi commilitoni, rifiuta di continuare a combattere a fianco dei nazisti e dei fascisti della Repubblica di Salò mussoliniana. A quel punto, considerato come un prigioniero e come uno schiavo da sfruttare, viene mandato in territorio tedesco in un campo di lavoro, dove morirà al termine di una durissima annata di prigionia e privazioni. La vita di Rossi è stata ricostruita nel percorso promosso da Istoreco assieme ad alcune classi dell’istituto Zanelli, che a febbraio partiranno per il viaggio della memoria diretto a Berlino, e dal Comune di Reggio.
Nel pomeriggio di ieri la posa della pietra d’inciampo, un cubo di ottone rialzato dal terreno in cui sbattere il piede. Chi si chinerà, per capire di che ostacolo si tratti, troverà luoghi, nomi e date legate alla persona ricordata, vittima del nazismo a cui si rende omaggio nell’ultimo luogo in cui ha vissuto libera.
Dal 2015 ad oggi Istoreco ha seguito la posa di settanta pietre a Reggio Emilia, prima provincia regionale ad aderire al progetto internazionale collettivo. Due cubi devono ancora installati, si provvederà domani e mercoledì. Nel frattempo, è possibile prendersi cura delle pietre già presenti da alcune anni.
Sistemate su strade e asfalti, sempre sottoposti alle precipitazioni, la superficie in ottone finisce per sporcarsi, per diventare opaca, chiazzata. Da tre anni Istoreco chiede a tutti i cittadini interessati di adottare una o più pietre, pulendole e lavandole sia nel periodo del giorno della memoria sia in ogni fase dell’anno in cui ciascuno voglia mettersi avanti. L’elenco completo delle pietre adottabili si trova sul sito www.inciampa.re.it. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
