Affidi, pena troppo "lieve": respinto il patteggiamento per l'assistente sociale
Il gup Andrea Rat boccia la richiesta per la donna che ha ammesso di aver falsificato per conto dei suoi superiori
REGGIO EMILIA Primo colpo di scena nella vicenda giudiziaria dell'inchiesta «Angeli e Demoni» sui presunti affidi illeciti in provincia di Reggio Emilia. Questa mattina il giudice del tribunale reggiano Andrea Rat ha infatti respinto la richiesta di patteggiamento avanzata con il consenso del pubblico ministero Valentina Salvi dall'indagata Cinzia Magnarelli.
Si tratta dell'assistente sociale di Montecchio che per prima ha ammesso di aver falsificato per conto dei suoi superiori - in particolare l'ex dirigente dei servizi sociali della Val d'Enza Federica Anghinolfi - le relazioni riguardanti alcuni minori poi collocati al di fuori delle famiglie naturali.
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In sostanza il giudice ha ritenuto «non congrua» perchè troppo bassa l'entità della pena proposta: un anno e quattro mesi. Questo nonostante la collaborazione di Mangarelli durante gli interrogatori. Le indagini preliminari dell'inchiesta si sono chiuse lo scorso 14 gennaio.
Da quell data è scattato un periodo di 20 giorni durante il quale gli indagati e i loro difensori possono chiedere copia degli atti o di essere interrogati, produrre memorie e documenti e richiedere nuove indagini. Poi il pubblico ministero si esprimerà sulle richieste di rinvio a giudizio.
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