Il confronto fra politica e sindacati «Subito un tavolo per risolvere i problemi strutturali e di organico»
REGGIO EMILIA. Sovraffollamento, carenza di personale e pessime condizioni igienico-sanitarie. È quanto emerso mercoledì scorso nella Camera del lavoro, dove è andato in scena il confronto tra i rappresentanti della polizia penitenziaria di Cgil, Cisl e Uil, e i candidati alle Regionali (presenti Roberta Mori, Mara Bertoldi, Andrea Costa) e la consigliera comunale di Reggio, Cinzia Ruozzi.
All’incontro hanno preso parte anche rappresentanti delle varie figure professionali che operano nel Carcere (area sanitaria, area giuridico-pedagogica) e i rappresentanti dell'ufficio esecuzione penale esterna.
Gli operatori hanno messo in evidenza le problematiche che vivono quotidianamente nel loro lavoro: da quelle strutturali (come assenza di riscaldamento e muffe) a problemi più complessi, come la carenza di risorse adeguate sia in termini di qualità dei servizi offerti. Gli operatori hanno inoltre lanciato l’allarme sicurezza, dovuta a un incremento delle aggressioni al personale, sottolineando i problemi che riguardano i progetti di recupero e reinserimento attivo dei detenuti, aspetto quest’ultimo considerato fondamentale per evitare o ridurre il reiterarsi della commissione di reati.
A livello di organico, emerge che mancano circa 50 agenti della polizia penitenziaria: sono presenti tre educatori sugli otto previsti e, per i sindacati, è preoccupante la riduzione delle figure sanitarie e para-sanitarie, in particolare nelle sezioni dove sono presenti detenuti psichiatrici. Quanto al sovraffolamento, alla Pulce ci sono 430 detenuti con 12 diverse tipologie giuridiche.
Durante l’incontro si è concordato sull’esigenza di un confronto post elettorale che possa confluire nell’apertura di un tavolo con i diversi interlocutori che operano nel settore e i rappresentanti politici ai vari livelli.
Le tre sigle sindacali auspicano «che l’appuntamento si concretizzi a brevissima scadenza, con la volontà da parte sindacale di coinvolgere anche i parlamentari reggiani per quanto attiene quelle problematiche del carcere che vanno oltre le competenze territoriali e con l’intento comune di affrontare i problemi richiamati per tenerli al centro dell'attenzione come in questi ultimi anni non si è invece riusciti a fare. Ma anche con l’obiettivo di collaborare ognuno per le proprie competenze per migliorare le condizioni di vita e di lavoro all'interno del carcere di Reggio Emilia». —
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