Professione-pilota Si parte all’Aeroclub
L’associazione fornisce il Ppl, “Private Pilot License” trampolino di lancio verso la prestigiosa carriera dell’aria
REGGIO EMILIA. Una realtà consolidata che fornisce non solo la possibilità di divertirsi, ma anche un potenziale sbocco professionale. È l’Aeroclub di Reggio Emilia, associazione sportiva che ha sede all’aeroporto e che apre le iscrizioni al corso di pilotaggio. Un percorso di studi e di addestramento che porta al conseguimento del Ppl, sigla che sta per “Private Pilot Licence”, il primo e indispensabile gradino per chi volesse tentare la carriera di pilota commerciale.
«La nostra realtà – spiega Giancarlo Stevani dell’Aeroclub – ha la concessione di diverse superfici dell’aeroporto e dispone di una flotta propria composta da mezzi per l’aviazione leggera. Tutti velivoli certificati con cui si possono fare voli anche con passeggeri per l’Italia e per l’estero. Sono aerei da 4 o più posti che possono atterrare e decollare in tutti gli aeroporti, anche di grandi dimensioni».
Quella di pilota è una professione ambita che richiede una formazione minuziosa e che può riservare grosse soddisfazioni. In ogni caso chi volesse avvicinarsi a questa carriera deve necessariamente passare attraverso il corso e il titolo che vengono offerti esclusivamente dall’Aeroclub. In anni non troppo lontani questa strada è stata intrapresa da diversi reggiani che hanno fatto parlare di sé.
Solo per citare qualche esempio, l’ingegnere Fabrizio Segrè, che adesso è funzionario e pilota di una società di Milano e si occupa in modo particolare del trasporto d’urgenza di organi destinati al trapianto (Segrè alcuni anni fa fu al centro di un servizio della Gazzetta proprio per questa particolare attività); e sempre dall’Aeroclub di Reggio è partito Nilo Grisendi, prima pilota dell’Alitalia e ora residente a Doha perché comandante di aerei della Qatar Airways.
Il corso che si appresta a iniziare è aperto a chiunque abbia i requisiti di idoneità fisica. Basta avere 16 anni, ed è singolare il fatto che a quell’età si possa guidare un aereo e non un’auto. Il corso può costare fra i 12 e i 14.000 euro e le lezioni si adattano alle esigenze personali dell’iscritto. Il costo non è indifferente, ma non è indifferente nemmeno il ritorno in termini di prospettive di lavoro, in ambito sia civile sia militare.
Un modo anche per inserirsi nell’ambiente aeronautico reggiano, composto da molte realtà. All’aeroporto operano oltre all’Aeroclub anche l’associazione sportiva Top Gun, che si serve di ultraleggeri, la Bfu dei paracadutisti, la società aeroporto, la Euroavia – una eccellenza che fa manutenzione sugli elicotteri –, la torre di controllo e la società Volafenice dell’imprenditore reggiano Renzo Catellani che restaura e riporta in volo aerei del passato.
Le informazioni per iscriversi al corso o partecipare alle attività dell’Aeroclub possono essere trovate sul sito www.aeroclubreggioemilia.it. —
A.M.
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