Già ordinata una nuova pietra d’inciampo dopo il gesto di vandalismo a San Rocco
La Cisl: «Gesto vigliacco che calpesta la memoria collettiva». L’istituto Cervi: «Oltraggio demente e inutile»
GUASTALLA. Tornerà a nuova vita, la pietra d’inciampo danneggiata nella campagna di Guastalla. Pochi giorni fa una famiglia novellarese, arrivata appositamente in via Confine a San Rocco per pulire la pietra posata nel 2018 da Istoreco, Comune, Anpi e studenti del Russell in memoria di Aldo Munari, ha trovato il piccolo monumento semidistrutto. La placca di ottone su cui sono incisi nome e date era sollevata, accartocciata, il metallo ossidato, come se fosse stata bruciata. Sono partite segnalazioni alle realtà coinvolte e anche una denuncia per quello che viene considerato un vandalismo compiuto in un periodo non casuale, proprio a ridosso del giorno della memoria.
Non è ancora stato appurato con certezza se si sia trattato di un gesto voluto, dal pesante valore simbolico, o se possa essere stato un pur bizzarro incidente, magari causato da un mezzo agricolo.
Via Confine è una carraia sterrata difficile da raggiungere, immersa nella campagna, e diversi trattori passano di lì. Allo stesso tempo, la pietra sembra proprio spaccata con un oggetto appuntito, simile a una piccozza, e di certo è possibile muoversi in zona senza farsi notare, visto l’isolamento. Molto più complesso sarebbe stato, nel caso, danneggiare una pietra in un centro abitato.
Fra domenica e lunedì si è ragionato sul da farsi; è stata valutata anche l’ipotesi di una piccola manifestazione in questi giorni. Ad oggi, l’ipotesi più probabile è pero quella di sostituire la pietra con un nuovo manufatto, commissionato all’ideatore del progetto, l’artista tedesco Gunter Demnig. Istoreco e Comune di Guastalla vorrebbero procedere in questo senso per procedere il più rapidamente possibile al cambio. La tempistica dipende dalla lista di attesa di Demnig, che realizza personalmente ogni pietra. Nel gennaio 2018 era stato lui stesso a sistemare il cubetto di ottone nella carraia, in una piccola gettata di cemento realizzata appositamente per permettere l’installazione. Potrebbero volerci quindi alcuni mesi. Nel frattempo, diverse persone hanno già contattato Istoreco annunciando l’intenzione di coprire le spese per la nuova pietra sostitutiva.
La notizia del danneggiamento ha generato parecchie reazioni, oltre che centinaia di interazioni sui social. Sulla vicenda interviene anche la Cisl Emilia Centrale con il segretario William Ballotta e con Aziz Sadid, segretario di zona Cisl: «Un simile gesto ha calpestato la memoria collettiva. Ed è straziante che la scoperta dell’accaduto sia stata fatta da una famiglia in cui c’era una bambina di appena 4 anni. L’Olocausto è purtroppo parte della nostra storia e nessun gesto vigliacco può cancellarne il monito per le future generazioni. Grazie ad Istoreco, che si è già resa disponibile a sostituire la pietra d’inciampo dedicato a Aldo Munari». Di un «gesto codardo e indisturbato» parla l’istituto Cervi: «È successo in via Confini, ma siamo davvero oltre i confini della umanità e della dignità. Oltraggio demente e inutile, perché gli estremi della storia di resistenza e sacrificio di Aldo si possono leggere ancora, quasi tutti. I picchettatori di odio hanno fallito anche qui».—
Adriano Arati
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