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Il capoluogo e la Bassa al Pd La montagna feudo della Lega

Enrico Lorenzo Tidona
Il capoluogo e la Bassa al Pd La montagna feudo della Lega

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REGGIO EMILIA. Dal rosso egemone del 2014 con queste Regionali la cartina è passata al rosa e al blu. In Emilia-Romagna ha vinto Stefano Bonaccini, il Pd è il primo partito in Regione con il 34,7% delle preferenze ma la Lega insegue con 32% delle preferenze nelle nove province.

Ma se si guardano le bandierine piantate sulla provincia, Reggio Emilia appare spaccata in due, con 29 comuni alla sinistra e 13 alla destra. È vero infatti in provincia di Reggio Emilia la sinistra fa anche meglio rispetto al dato regionale: il Pd sale quasi al 40% delle preferenze mentre la Lega scende di poco sotto il 30%. Il comune capoluogo e la cintura urbana restano saldamente in mano al centro sinistra, la montagna è invece il vero feudo della Lega che lì si rafforza e diventa in molti casi maggioranza. La Bassa resta rossa con poche eccezioni.

Nel dettaglio, Fabbrico si conferma la roccaforte rossa in provincia, con Stefano Bonaccini che lì incassa il 66,3% dei voti. Sopra il 60% anche Correggio, Bagnolo, Campagnola e Cavriago. Poco sotto il 60% ci sono il capoluogo Reggio Emilia, Albinea, Quattro Castella, Bibbiano, Montecchio, Sant’Ilario, Scandiano, Rubiera, Gattatico, Poviglio, Cadelbosco e via discorrendo.

Non mancano poi le sorprese in queste elezioni regionali dell’Emilia-Romagna per quanto riguarda la provincia di Reggio Emilia, che nel complesso ha dato man forte alla rielezione di Stefano Bonaccini (149.534 voti a livello provinciale, il 55,1% del totale) mentre Lucia Borgonzoni resta sotto il 40% (106.583 voti, 39,3%) e gli altri – tolto Simone Benini che ha preso il 4,1% – che sono attorno allo zero virgola. La montagna e i comuni dell’Unione dei Comuni dell’Appennino reggiano hanno visto quindi l’avanzata della Lega. A Castelnovo Monti, capoluogo montano, Borgonzoni ha preso il 53% e la Lega supera il 44%, mentre Bonaccini ha il 42% e il Pd il 25,4%. Primato della Lega anche a Carpineti, Toano, Ventasso e Villa Minozzo. Alla Lega anche Vetto, Toano, Baiso, Viano e Ventasso.

Cambia colore invece Casina, che svolta a sinistra, mentre Canossa è andato a destra. Vetto si sposta sempre più verso destra, come già avvenuto alle Europee, essendo però uno di quei comuni che guarda alla Lega mentre il sindaco è espressione della sinistra. Tra amministrative e regionali, quindi, ne è passata di acqua sotto i ponti, modificando equilibri e punti di riferimento. La cinghia di trasmissione non è più la stessa tra Roma, Bologna, Unioni e Comuni, cambiando spesso colore e referenti politici.

Nella Bassa la Lega vince a Boretto, a Brescello ma anche a Guastalla. In quest’ultimo comune Bonaccini ha incassato 3.534 (46,97%), appena 59 voti in meno rispetto a Lucia Borgonzoni.

Anche Castellarano svolta a destra, comune che esprime il presidente della Provincia Giorgio Zanni. Un comune che segue in realtà un andamento già registrato nel distretto ceramico, con capofila Sassuolo, dove prevale la destra e dove Salvini dovrebbe fare la festa di ringraziamento per i voti incassati per queste regionali, mentre Bonaccini per festeggiare ha scelto Piazza Grande a Modena. —

Enrico Lorenzo Tidona

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