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Il disagio degli adolescenti in un film fatto dai giovani

Paolo Ruini

Si intitola “La ragazza dell’ultimo banco” e ha richiesto due anni di lavoro L’idea è di Matteo Piacenti, 23 anni, che ne è il regista: «Parlo della solitudine»

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CASTELLARANO. Ci sono voluti due anni di lavoro fra riprese, montaggio e sceneggiatura. E ora il film “La ragazza dell’ultimo banco” è pronto per essere proiettato.

Si tratta di un’opera realizzata da giovani della valle del Secchia che parla di un tema molto delicato come quello del bullismo e della solitudine degli adolescenti. L’idea di realizzarne un film è stata di Matteo Piacenti, 23enne castellaranese che fin da bambino ha la passione per il cinema e la recitazione. Ora è studente universitario di Lettere classiche a Bologna e sta seguendo il secondo anno di un corso di studi in sceneggiatura allo “Studio Cinema” di Verona.

È difficile realizzare un film ?

«Sì, è stata un’esperienza molto impegnativa che ha coinvolto tantissime persone – risponde Piacenti – però siamo convinti di avere fatto una bellissima esperienza, e speriamo che il nostro film possa piacere al pubblico».

Di che cosa parla “La ragazza dell’ultimo banco”?

«Del disagio adolescenziale. Soprattutto della solitudine e della difficoltà della comunicazione fra i giovani. Per la sceneggiatura mi sono ispirato alle mie esperienze personali e a quelle che sono vissute da tanti adolescenti. Ho evitato di inserire i temi tipici dei film di ispirazione americana o anglosassone, che sono incentrati sulla violenza e la droga, anche perché quei contesti non rispecchiano la realtà della nostra zona, dove il disagio è rappresentato dall’incapacità della protagonista di mettersi in gioco e di uscire dal suo mondo fatto di solitudine».

Quante persone sono state coinvolte?

«Gli attori protagonisti sono sei, mentre le comparse sono state oltre una sessantina: tutti studenti delle scuole superiori».

Dove è stato girato?

«Fra Castellarano, Sassuolo e altre zone della valle del Secchia».

Come sono stati coperti i costi?

«Il film, oltre che da me, è stato prodotto da Matteo Davoli, che ha realizzato tutta la colonna sonora e che studia musica applicata alle immagini al conservatorio Martini di Bologna. Rispetto a una produzione normale, siamo riusciti ad abbattere tantissime spese, come quelle della regia, e ci siamo basati sul volontariato di tutti quelli che hanno partecipato. Le spese vive sono state coperte con delle cene di finanziamento e con il crowdfunding».

Quando sarà possibile vederlo?

«La prima ufficiale sarà all’Emiro di Rubiera il 17 febbario, alle 21.30. Lo proietteremo anche a Castellarano, al cinema Belvedere». —

Paolo Ruini

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