Il paese del presidente della Provincia stavolta ha scelto la Lega
CASTELLARANO. Lega sopra a tutti, centro-destra oltre al 50%. In un comprensorio ceramico dove il centro-sinistra ha viaggiato sopra al 50% abbondante, l’eccezione è il Comune di Castellarano, guidato dal presidente della Provincia Giorgio Zanni.
Nel paese sul corso del Secchia la coalizione della Borgonzoni è arrivata al 50,36% e la Lega al 39,93% con 3.157 voti, primo partito davanti al Pd – che pure governa il territorio con Zanni – fermo al 31,17%. Lo stesso Bonaccini si è arrestato al 43,17%, ben al di sotto della media regionale. Non si tratta di una novità assoluta, dall’inizio del nuovo millennio Castellarano vive un’alternanza forte fra voto locale e politico. Alle Regionali, alle Politiche e alle Europee il centro-destra ottiene sempre buoni risultati. Discorso opposto a livello di voto comunale, dove il centro-sinistra ha sempre tenuto saldamente il timone, senza correre particolati rischi nemmeno dopo il buco di bilancio da oltre dieci milioni di euro emerso attorno al 2010. Il ritorno di Gianluca Rivi, già sindaco in precedenti mandati, portò a una nuova vittoria nel 2016, bissata nel 2016 da Zanni. Nel voto “politico”, a Castellarano si respira forte l’influenza di Sassuolo, dove Lega e centro-destra sono storicamente forti. Quando si passa alle amministrative, ecco che il maggior radicamento degli eredi della sinistra torna a far presa. Per una controprova non ci vorrà moltissimo, perché qui si tornerà al voto nel 2021. Con tanti occhi addosso. —
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