Gazzetta di Reggio

Reggio

CHI ERA ALDO MUNARI 

Prigioniero dei nazisti morì di stenti nel 1944

Adr.Ar.

2 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. La storia di Aldo Giuseppe Munari è purtroppo comune a migliaia di altri reggiani coinvolti nella seconda guerra mondiale, arruolati nell’esercito italiano, mandati su vari fronti e poi praticamente abbandonati a loro stessi dopo la resa agli alleati e la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943. I nazisti, sino a quel momento loro alleati, li mettono di fronte a una scelta: o combattere con loro, con i repubblichini mussoliniani, o essere considerati nemici. Molti decidono di abbandonare le armi, vengono catturati e deportati in Germania, usati come schiavi nelle fabbriche. Si parla di centinaia di migliaia di italiani, di quasi ottomila reggiani, molti dei quali non torneranno mai indietro. Fra loro, Aldo Munari, nato a Viano, componente di una famiglia di mezzadri che girava la campagna emiliana. A 8 anni aveva iniziato a lavorare con i genitori Abramo e Concetta e ai fratelli maggiori Giovanni e Giuseppa, impegnati nel podere di via Confine a San Rocco, nella pianura di Guastalla. Il 25 settembre 1935 arriva la prima chiamata di leva, nel 1940 la seconda convocazione, all’ingresso in guerra dell’Italia. Il 16 settembre 1940 viene arruolato nel reggimento Lancieri di Novara, nel novembre 1942 viene mandato coi commilitoni in Croazia, in quello che allora era il fronte orientale. Dopo l’armistizio, viene fatto prigioniero dai nazisti e mandato in un campo di Colonia con tanti altri militari internati, sfruttato sino alla consunzione in una fabbrica d’armi. Lì, debilitato dai patimenti, muore il 16 novembre 1944. —

Adr.Ar.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google