Doppie firme, assolti in dodici «Ora causa agli accertatori»
Vittoria dopo la rinuncia alla prescrizione. Il perito: «Non era la loro scrittura» L’avvocato D’Andrea: «Accuse ingiuste, chi ha falsificato deve pagare i danni»
Sono innocenti e hanno sempre detto di esserlo. Ma per vederselo certificare e togliersi finalmente quella pendenza penale causata da altri, hanno dovuto attendere tre anni la fatidica sentenza, che due giorni fa hanno ascoltato con le loro orecchie in aula, esultando per la fine di quel calvario. Sono 12 dei circa 380 reggiani che nel 2016 si sono visti condannare tramite decreto penale per aver apposto - secondo l’accusa della procura - la propria firma su più liste elettorali per le amministrative del 2014. Uno tsunami giudiziario che aveva investito semplici cittadini, spesso ignari e digiuni da vicende giudiziarie. Una vicenda che si è però sgonfiata strada facendo, rilevando spesso che le firme erano state falsificate da altri, con assoluzioni e reati prescritti per chi era finito ingiustamente in quel calderone.
LA SENTENZA
Due giorni fa si è giunti quindi ad un altro caposaldo. Dodici imputati sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Si tratta di un caso notevole nella vicenda perché riguarda dodici persone che, a differenza di buona parte degli altri che hanno impugnato il decreto penale, hanno rinunciato poi alla prescrizione che nel frattempo era intervenuta. Hanno scelto infatti di andare a dibattimento, vedendosi riconoscere quell’innocenza negata per lungo tempo. «Si sono liberati da un peso – dichiara Ernesto D’Andrea, difensore di sei dei dodici imputati – Hanno dovuto rinunciare alla prescrizione anche perché si tratta di persone che lavorano nella pubblica amministrazione. Ci sono ad esempio due insegnanti delle scuole medie, un ricercatore che non poteva fare concorsi pubblici per quella pendenza. Sono innocenti ed è stato causato loro un danno. Con i miei clienti agiremo infatti in sede civile contro gli accertatori per chiedere i danni».
LA MANO INVISIBILE
La verità processuale in questo caso è rilevante: come richiesto, era stato infatti nominato un perito calligrafo, Salvatore Pisani di Parma, che ha svelato che la seconda firma contestata non era stata vergata dagli imputati.
«Di più – dice D’Andrea – in due casi entrambe le firme erano false. Siamo davanti a una storia che ha dell’incredibile e che per quanto ci riguarda coinvolge ora gli accertatori di quelle liste, che perseguiremo in sede civile».
L’assoluzione è stata emessa dal giudice Stefano Catellani, che ha visto prescriversi il 95% delle oltre 100 posizioni che erano finite nella sua aula. L’inchiesta partita da una segnalazione del Comune e presa in carico dal pm Giulia Stignani, vista la vastità delle persone coinvolte era terminata con l’emissione dei decreti penali di condanna con opposizioni a non finire, presentate da cittadini che non avevano commesso il reato. C’è infatti chi aveva posto la sua firma per sostenere una lista alle comunali del 2014, trovando però il proprio nome moltiplicato altrove e per mano di qualcun altro. «Ci sono stati cittadini che hanno dovuto interrompere il loro percorso di giustizia perché non ce la facevano più a sostenere le spese legali – racconta D’Andrea – Si tratta di una vicenda sulla quale a mio parere manca ancora qualche tassello». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
