Gazzetta di Reggio

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CORREGGIO, IL GIORNO DELLA MEMORIA 

Gad Lerner e don Ciotti dialogano sulla violenza «Usate il senso critico»

Giacomo Bigliardi

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Correggio. Difendere la memoria del passato, ma anche quella del presente. È stato questo il tema dell’incontro organizzato dal circolo culturale Primo Piano, che ha riempito il teatro Asioli in occasione del giorno della memoria.

Ed è stato proprio per difendere questo grande valore, la memoria, ma anche per comprendere l’attualità, che sono stati invitati ospiti d’eccezione: Gad Lerner e don Luigi Ciotti.

I due hanno dialogato per più di un’ora davanti a un pubblico di tutte le età, accompagnati da Marzia Luppi, direttrice della Fondazione Fossoli, e dal sindaco Ilenia Malavasi.

l’odio

A prendere la parola per primo è stato Lerner, portando il suo saluto a Germano Nicolini e introducendo il primo grande tema di tutta la discussione: l’odio.

Perché la memoria non è solo ricordo del passato, ma serve per combattere l’odio del presente. Ed è proprio verso questo odio e le nuove forme di violenza che è andata l’attenzione degli ospiti, che non hanno tralasciato la forte connessione del tema in questione con il delicato periodo politico e culturale che il paese sta attraversando.

A partire dai fatti di cronaca, come la scritta sulla porta della staffetta partigiana a Mondovì, fino alle elezioni regionali, riguardo a cui Lerner ha commentato, sorridendo: «Voi non immaginate che difficoltà sarebbe stato venire a parlare di odio se le elezioni fossero andate diversamente».

buoni o cattivi?

Ma è così semplice? Dobbiamo vedere da una parte i buoni e dall’altra i cattivi? Secondo Lerner, assolutamente no.

«Bisogna evitare di semplificare trasformando ciò che accade in uno scontro tra buoni e cattivi. Gli stati d’animo che si creano nelle persone che scelgono di compiere gesti di violenza e di odio non sono semplificabili in “cattivi”, deve esserci qualcosa di più su cui dobbiamo interrogarci».

Per rispondere a questo sono arrivate le parole di don Ciotti, il quale è riuscito a mettere in collegamento tra loro le grandi questioni dell’attualità, dando la sua testimonianza, ma anche facendo delle provocazioni e invitando alla riflessione.

il contesto

«Intorno a noi c’è un contesto che rende possibile tutto questo – ha affermato don Ciotti – ed è su quello che dobbiamo interrogarci. Negli ultimi anni c’è chi ha scavato nei timori degli italiani, alimentando la paura economica, della solitudine, del migrante. Alla radice di tutto questo c’è un problema di ignoranza, perché si odia solo ciò che non si conosce».

Analfabetismo di ritorno, scolarizzazione e mancanza di competenze sono la via per l’ignoranza e dirigono le persone a non conoscere e a non riconoscersi, e da lì a odiare tutto ciò che è diverso.

il senso critico

È un nuovo tipo di violenza, diffusa e sfruttata anche da alcune voci della politica. Come fare fronte a tutto questo? Informandosi, tenendo vivo il senso critico, approcciandosi con cautela alle semplificazioni offerte dalla società del digitale.

E poi, soprattutto: prendendo parte, evitando di tacere. Come fanno le Sardine, a favore delle quali don Ciotti si schiera. «Solo così – ha concluso – è possibile comprendere ciò che ci circonda e mantenere viva la memoria del presente. Perché la violenza dei nazisti è quella delle mafie, e il nuovo olocausto avviene nel mar Mediterraneo». —

Giacomo Bigliardi

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