L’azienda Ausl tempestata di telefonate dai cittadini
REGGIO EMILIA. Tante telefonate ma nessun caso, nemmeno un falso allarme. Emanuela Bedeschi, direttore del Servizio di Igiene Pubblica dell’Ausl di Reggio, fa il punto sull’allarme ingenerato dal coronavirus. «Abbiamo registrato numerose telefonate di persone che, di rientro da un viaggio, cercavano delucidazioni. Nessuna segnalazione, ci stiamo solo preparando anche noi seguendo le indicazioni del ministero della Salute: aumentare il livello di sorveglianza e approfondire l’analisi anche se l’eventualità di contagio è remota». Occorre considerare, aggiunge, «la non specificità della sintomatologia, confondibile con una semplice influenza. Perciò si procede solo se il singolo ha viaggiato in Oriente, se ipotizza contatti con malati o se ha una insufficienza respiratoria acuta».
In tal caso «si procede a un tampone naso-faringeo o a un’analisi più specifica, che viene inviata negli ambulatori di riferimento regionali (Parma o Bologna). Solo a quel punto il caso è accertato».
Bedeschi sottolinea che anche dal punto di vista sanitario «ci si basa sulle segnalazioni che arrivano dalla Cina. Al momento si sa che il virus si trasmette per via respiratoria (ma non è escluso il contatto diretto con liquidi corporei), ha un periodo di incubazione di due settimane, una sintomatologia generica e un alto tasso di contagio, ma una bassa mortalità». Il coronavirus «non è paragonabile alla mortalità che ha avuto la Sars. Può essere letale solo per chi ha una salute già compromessa». —
Am.P.
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