La Montagna reggiana sta morendo? (Diteci che non è vero)
Al via l’analisi della situazione sociale, amministrativa economica, scolastica e dei servizi dell’Alto Appennino
Mauro Grasselli
Prende il via oggi una inchiesta sull’Appennino reggiano, in particolare sui paesi del Crinale. Lo spunto è dato dall’esito delle elezioni regionali, che fotografa una Montagna alle prese con esigenze, distanze (non solo geografiche) e situazioni di malessere che nascono dalle caratteristiche specifiche legate al territorio. È un’inchiesta in cui si ha l’ambizione di fotografare e analizzare la situazione sociale, amministrativa, economica, scolastica e dei servizi nei Comuni dell’Unione montana dei Comuni dell’Appennino reggiano, in cui nel corso dei decenni la popolazione è diminuita – in alcuni casi anche in modo drammatico, con tutto ciò che ne consegue – o quantomeno si è spostata lasciando le borgate per accentrarsi attorno ai capoluoghi. È una inchiesta che tende a rispondere alla seguente domanda: la Montagna sta morendo? Come si può evitare questo epilogo? Cioè, diteci che non è vero. La “fotografia” dell’Appennino reggiano inizia, nelle due pagine seguenti, con l’analisi delle variazioni demografiche nel corso degli anni e con ciò che la politica ha messo in campo e intende mettere in campo nei prossimi anni: una sorta di “ultima chiamata” nel tentativo di salvare la Montagna. —
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